Beppe Grillo, 72 anni, in compagnia dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte (56). Il futuro li vedrà ancora assieme
Beppe Grillo, 72 anni, in compagnia dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte (56). Il futuro li vedrà ancora assieme
L’ex premier, Giuseppe Conte, sarà il nuovo leader del M5s, un leader unico, circondato forse da una segreteria, con un mandato pieno, anche di rappresentante civile del partito. La sua figura potrebbe essere a tempo, ma prima del suo ok definitivo ancora molte pedine dovranno trovare posto nella scacchiera, a cominciare dalla ’soluzione’ dei molteplici problemi legali in cui si trova impastoiato il Movimento. In un summit domenicale in un’assolata Capitale (e non nella villa di Grillo a Marina di Bibbona), dentro quello che è sempre stato il quartier generale romano di Beppe Grillo, l’hotel Forum, presente il gotha dei 5 stelle (ovvero Di Maio, Crimi, Fico, Taverna, i capigruppo al Senato e alla Camera, Licheri e Crippa, Bonafede e...

L’ex premier, Giuseppe Conte, sarà il nuovo leader del M5s, un leader unico, circondato forse da una segreteria, con un mandato pieno, anche di rappresentante civile del partito. La sua figura potrebbe essere a tempo, ma prima del suo ok definitivo ancora molte pedine dovranno trovare posto nella scacchiera, a cominciare dalla ’soluzione’ dei molteplici problemi legali in cui si trova impastoiato il Movimento.

In un summit domenicale in un’assolata Capitale (e non nella villa di Grillo a Marina di Bibbona), dentro quello che è sempre stato il quartier generale romano di Beppe Grillo, l’hotel Forum, presente il gotha dei 5 stelle (ovvero Di Maio, Crimi, Fico, Taverna, i capigruppo al Senato e alla Camera, Licheri e Crippa, Bonafede e Patuanelli collegato in video), è stato deciso con Conte il percorso che dovrebbe portare al nuovo assetto. L’ex premier avrebbe accolto l’invito a elaborare un progetto rifondativo con il M5s, "una sfida cruciale, una ristrutturazione integrale, per trasformare il M5s in una forza politica sempre più aperta alla società civile, capace di diventare punto centrale di riferimento nell’attuale quadro politico e di avere un ruolo determinante da qui al 2050".

Ma prima di dire sì, l’ex premier ha anche chiesto non solo tempo per valutare, con i legali del Movimento, le ricadute sulla questione statutaria, ma anche garanzie ("se le cose riescono a incastrarsi, bene. Altrimenti amici come prima...", sintetizza il pensiero ’contiano’ uno dei partecipanti al summit ) su due punti nevralgici, ovvero le persone che dovranno accompagnarlo in questa sfida in un organismo che funzionerà come una segreteria (i numeri dei componenti non sono ancora stati messi nero su bianco) e poi il ruolo di Rousseau, che non dovrà essere più centrale. Conte – sostengono fonti interne – non vuole che ogni sua futura decisione sia appesa all’esito della consultazione con la base, perché così "si renderebbe vano – si sostiene ancora – il suo ruolo di leader". Si apre, quindi, anche un fronte molto delicato a livello statutario, perché la situazione, a oggi, è parecchio ingarbugliata. Ecco perché già nei prossimi giorni, l’ex premier dovrà prendere in considerazione se fare una cosa nuova, con un nome nuovo, o intervenire, in maniera significativa, sullo statuto preesistente. Già ieri sera, il comitato dei garanti (Lombardi, Crimi e Cancelleri) si è messo al lavoro per salvare "simbolo e storia" senza compromettere la sostanza del "passaggio verso il futuro", ma la cosa non appare facile. C’è chi sostiene, nel M5s, che la ’svolta Conte’ non sia stata "portata a casa" del tutto.

Sostiene, infatti, l’ex ministro Vincenzo Spadafora: "Bene Conte, purché non serva a coprire i problemi e le differenze all’interno del Movimento". "È una sfida centrale – sottolinea ancora il ministro Federico D’Incà – che ci accompagnerà nello scenario politico dei prossimi anni". Contento Di Maio: "Ci davano per morti. Il Movimento non solo è vivo, il Movimento è il presente e scriverà il futuro. Una giornata molto importante: Conte ha raccolto il nostro invito a elaborare un progetto rifondativo e di rilancio dell’azione del M5s". "Abbiamo spirito e idee – chiude estasiato Grillo – è il momento di andare lontano".

Un ‘lontano’ che dovrà partire, nel concreto percorso politico, dal rafforzamento dell’intesa con Pd e LeU "a ogni livello – spiega il ministro Stefano Patuanelli – locale, parlamentare ed europeo". Oggi, il M5s è ancora intorno al 13-15%, ed "ecco perché – spiega ancora Spadafora – l’operazione era quella di distruggere il M5s e Conte; se non liberiamo noi lo spazio politico che i 5 Stelle stanno presidiando, non può nascere niente altro. Chi ci ha voluto distruggere? Beh, mi sembra fosse il vero obiettivo di Renzi, no?".