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28 mar 2022

Conte cerca l’incoronazione dai 5S E sulle spese militari sfida Draghi

I grillini votano il loro nuovo capo politico. L’ex premier è l’unico candidato, ma vuole un consenso forte

28 mar 2022
elena g. polidori
Cronaca
Giuseppe Conte, 57 anni, è stato capo politico del Movimento Cinquestelle fino al febbraio 2022, poi sospeso in via cautelare dal tribunale di Napoli
Giuseppe Conte, 57 anni, è stato capo politico del Movimento Cinquestelle fino al febbraio 2022, poi sospeso in via cautelare dal tribunale di Napoli
Giuseppe Conte, 57 anni, è stato capo politico del Movimento Cinquestelle fino al febbraio 2022, poi sospeso in via cautelare dal tribunale di Napoli
Giuseppe Conte, 57 anni, è stato capo politico del Movimento Cinquestelle fino al febbraio 2022, poi sospeso in via cautelare dal tribunale di Napoli
Giuseppe Conte, 57 anni, è stato capo politico del Movimento Cinquestelle fino al febbraio 2022, poi sospeso in via cautelare dal tribunale di Napoli
Giuseppe Conte, 57 anni, è stato capo politico del Movimento Cinquestelle fino al febbraio 2022, poi sospeso in via cautelare dal tribunale di Napoli

di Elena G. Polidori

Giuseppe Conte vuole una nuova investitura a leader di M5s in modo inequivocabile, per poi aprire con forza il nuovo corso senza tentennamenti, ma anche senza correnti interne. Oggi alle 22 dalla piattaforma skyvote uscirà un verdetto che si annuncia già foriero di nuovi ricorsi, ma quello che conta, per l’ex premier, sarà la percentuale di voti con cui lui, unico candidato, verrà riconfermato.

Fra parlamentari vicini al leader si dice che sarebbe soddisfatto di un plebiscito con 60-70mila votanti (su oltre 131mila aventi diritto, iscritti da oltre sei mesi), un risultato insomma in linea con quello che lo portò al vertice del partito nell’agosto 2021, con quasi il 93% dei 67mila votanti. Certo, erano altri tempi e le turbolenze politiche sul Green pass, la guerra in Ucraina e l’aumento delle spese militari non minavano il terreno del consenso interno. Oggi è un altro film e soprattutto l’ultimo tema, quello legato al conflitto e alle scelte del governo Draghi rendono complessa la coesione interna al Movimento, tanto che Conte ha polarizzato su questo tutti gli interventi nei giorni che hanno preceduto la votazione, invitando l’esecutivo a "non forzare", ma specificando che "il M5s non vuole affatto una crisi di governo". Quindi la richiesta di un incontro chiarificatore con Draghi. Un cambio di passo.

"Per riconquistare la nostra forza ed esprimerla al massimo, abbiamo bisogno di compattezza – motiva gli iscritti Conte, a urne aperte – se si continua con distinguo o resistenze striscianti si mina la nostra capacità di azione politica".

Ma, qualunque sia il risultato, la votazione va verso una nuova contestazione legale, conferma Lorenzo Borrè, l’avvocato del ricorso accolto dal Tribunale di Napoli. "Conte rischia di ritrovarsi come a febbraio", sostiene Borrè, che individua vari vizi: fra questi, "l’illegittima esclusione dal voto degli iscritti da meno di sei mesi", poi "l’assemblea convocata da tre persone “nella qualità“, senza l’indicazione dei poteri in forza dei quali possono indire l’assemblea", nonché il quesito per "la confermaconvalida della delibera" di agosto sospesa dal Tribunale. Ma di questo si discuterà poi.

Se Conte, insomma, riuscirà ad avere un risultato schiacciante, questo sarà letto come un’investitura difficile da scalzare anche con i ricorsi in tribunale. E il passo successivo sarà legato alla tenuta della maggioranza in vista del voto sulle spese militari, su cui il M5s è sostanzialmente contrario. "I ministri del Movimento, in Consiglio dei ministri, se necessario rappresenteranno queste posizioni – spiega Conte –. Se il governo non ci ascolta, ci pone di fronte al fatto compiuto, è il governo che forza e non ascolta la forza di maggioranza relativa. Di fronte all’instabilità di questo conflitto – incalza l’ex-premier – non si può rispondere con una reazione emotiva e alcune spinte a un riarmo indiscriminato. Non possiamo distrarre risorse rispetto ai pilastri della sicurezza dei cittadini italiani, in questo momento di grande difficoltà economica e sociale, e investire fondi straordinari nel riarmo. Noi siamo assolutamente contrari". E aggiunge: "Non ho mai messo in dubbio che gli accordi presi con la Nato siano da rispettare, ma la tempistica ipotizzata otto anni fa non può essere un dogma indiscutibile".

Infine, esclude che in Italia vi sia una corrente organizzata filo-Putin: "Anche Salvini ha operato una svolta e non mi sembra che, nelle forze che sostengono il governo, ci sia il rischio di un atteggiamento filo-putiniano".

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