di Alessandro Belardetti La situazione epidemiologica in Italia registra una crescita dei nuovi casi e delle ospedalizzazioni. In 51 delle 107 province è stato rilevato negli ultimi sette giorni un aumento di oltre il 40% dei casi giornalieri. Il valore più alto a Trieste, con le famose proteste di strada, poi Bolzano, Gorizia, Forlì-Cesena, Udine e Belluno. Tra le regioni in testa la Lombardia con 1.073 nuovi casi; segue il Veneto con 931 e poi Campania (814). In concomitanza la somministrazione delle terze dosi procede ancora piuttosto a rilento (ieri sera sono state superate le 2,4 milioni di iniezioni tra booster, col 40,6% della popolazione vaccinabile coperta, e dose addizionale, col 44,6% di copertura di immunodepressi) e così il ministro della Salute, Roberto Speranza, corre ai ripari dopo mesi di esitazioni. "Abbiamo scelto di fare un...

di Alessandro Belardetti

La situazione epidemiologica in Italia registra una crescita dei nuovi casi e delle ospedalizzazioni. In 51 delle 107 province è stato rilevato negli ultimi sette giorni un aumento di oltre il 40% dei casi giornalieri. Il valore più alto a Trieste, con le famose proteste di strada, poi Bolzano, Gorizia, Forlì-Cesena, Udine e Belluno. Tra le regioni in testa la Lombardia con 1.073 nuovi casi; segue il Veneto con 931 e poi Campania (814). In concomitanza la somministrazione delle terze dosi procede ancora piuttosto a rilento (ieri sera sono state superate le 2,4 milioni di iniezioni tra booster, col 40,6% della popolazione vaccinabile coperta, e dose addizionale, col 44,6% di copertura di immunodepressi) e così il ministro della Salute, Roberto Speranza, corre ai ripari dopo mesi di esitazioni. "Abbiamo scelto di fare un ulteriore passo in avanti nella campagna vaccinale: dal primo dicembre nel nostro Paese saranno chiamati per la terza dose anche chi ha tra i 40 e i 60 anni, ma devono essere passati sei mesi dal completamento del ciclo primario e sempre con Rna", ha detto ieri alla Camera. In precedenza il piano prevedeva questo step entro la fine dell’anno, ma la crescita dei contagi (altri 8mila casi in un giorno). Dunque, un cambio di passo sperando di poter recuperare il terreno perduto.

Poi, Speranza lancia un altro segnali verso le categorie a rischio: "Propongo di estendere l’obbligo vaccinale per i sanitari anche per la terza dose". Così il ministro si è espresso nel corso della cabina di regia a Palazzo Chigi. Per il momento è stata soltanto avviata la discussione nel governo, in vista di una successiva approvazione di una norma ad hoc, ma è un segnale chiaro verso l’esito della situazione come in cabina di regia non siano state mosse obiezioni alla proposta di Speranza. Si è arrivati a questo considerando l’escalation di contagi che sta coinvolgendo medici, infermieri e operatori sanitari sia negli ospedali che nelle Rsa, da nord a sud. "Crediamo sia giusto che tutti gli operatori siano pronti a far fronte a un’eventuale quarta ondata – risponde il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli –. Tutti i sanitari dovrebbero vaccinarsi, perché devono essere pronti a dare una mano. L’obbligo? È una scelta politica".

Tornando al quadro epidemiologico, la curva ha ripreso una corsa di tipo esponenziale, con un tempo di raddoppio dei casi ogni 21 giorni, secondo i calcoli del sito CovidStat dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Mostrano, invece, una crescita con un andamento lineare i ricoveri, sia nelle terapie intensive sia nei reparti ordinari. Il temporeggiamento del governo sulla nuova campagna vaccinale è stato dovuto principalmente all’incognita della durata degli anticorpi dopo la prima e la seconda dose (somministrate rispettivamente all’86 e all’84% della popolazione italiana). Ora la comunità scientifica si è stabilizzata sui 6-9 mesi: ma restano sempre dubbi. Il rischio di una quarta ondata devastante, però, e "il picco che secondo le previsioni sarà intorno a Natale, che andrà vissuto con prudenza", come spiega il virologo Giovanni Maga, direttore dell’Istituto dio genetica molecolare del Cnr di Pavia, ha sostanzialmente spinto l’esecutivo a rivedere i piani e accelerare con le iniezioni anti Covid.

Sono oltre 29 milioni gli italiani già completamente vaccinati che potranno fare la terza dose, oltre ai 2,4 milioni che l’hanno già fatta. La decisione, infatti, di allargare la platea anche ai quarantenni fa aggiungere ai 24 milioni di italiani completamente vaccinati fino a 50 anni altri 7 milioni tra i 49 e i 40 anni. Attualmente la media di terze vaccinazioni si aggira sopra le 100mila al giorno. L’allargamento della platea per il booster potrebbe portare a picchi di terze vaccinazioni oltre la quota di 350mila in 24 ore, indicato venerdì scorso dal commissario Francesco Figliuolo per il periodo dicembre-febbraio. A una media di 280300mila terze vaccinazioni al giorno, comunque, occorrerebbero circa 100 giorni per completare l’operazione booster, arrivando alla fine di febbraio-primi di marzo, in pratica entro la fine dell’inverno. Al momento gli over 80 con già la tripla dose sono 1,3 milioni; 290mila i 70enni, quasi 300mila i 60enni e 200mila i 50enni.