Per l’Italia è un latitante. Per la Svizzera un detenuto. Taulant Pasho, 33 anni, figlio di Shpetim e Teuta e ’sorvegliato speciale’ per il loro aberrante duplice omicidio, da un paio di mesi è detenuto nel carcere del cantone di Aargau, dopo l’arresto per un furto con scasso. I carabinieri hanno raccolto l’indiscrezione da noi pubblicata ieri, e hanno trovato riscontri con l’Interpol. A Taulant, la procura di recapiterà adesso il saldo del conto con la giustizia italiana: tre anni e undici mesi di varie pene da scontare, accumulate...

Per l’Italia è un latitante. Per la Svizzera un detenuto. Taulant Pasho, 33 anni, figlio di Shpetim e Teuta e ’sorvegliato speciale’ per il loro aberrante duplice omicidio, da un paio di mesi è detenuto nel carcere del cantone di Aargau, dopo l’arresto per un furto con scasso. I carabinieri hanno raccolto l’indiscrezione da noi pubblicata ieri, e hanno trovato riscontri con l’Interpol. A Taulant, la procura di recapiterà adesso il saldo del conto con la giustizia italiana: tre anni e undici mesi di varie pene da scontare, accumulate dopo la sua fuga, a fine 2016, non appena ottenuti gli arresti domiciliari. E magari avrà interesse a sentire pure lui, come ha già fatto con gli altri Pasho.

Perché Taulant, appunto, è anche il personaggio, di questa famiglia litigiosa, al centro dell’attenzione dell’indagine che i carabinieri, coordinati dal pm Ornella Galeotti, stanno conducendo per scoprire chi ha ucciso, fatto a pezzi la coppia e stipato i resti nelle quattro valigie gettate nel campo degli orrori di Sollicciano.

Il movente sta cominciando a delinearsi: emerge che Teuta e Shpetim Pasho, 52 e 54 anni nel 2015, erano i custodi di un’importante somma in contanti, non meno di 40mila euro, accumulati dal figlio. Soldi che – si ipotizza – sarebbero stati accumulati soprattutto con le attività illecite, come lo spaccio di marijuana, reato per il quale Taulant era già finito in manette nel 2011. E che i due coniugi portavano sempre con sé, anche nei viaggi tra Valona e che facevano in pullman.

Con la scomparsa di marito e moglie, sono spariti anche i soldi. Chi ha ucciso, se li è presi. E forse ha compiuto quel massacro proprio per quella somma. Ma chi poteva sapere di questo tesoro segreto? E dove è avvenuto l’omicidio?

A denunciare la scomparsa dei genitori, l’8 novembre del 2015, è stata una delle sorelle di Taulant, Viktoria, 31 anni, la più piccola, che come Dorina (la maggiore, 36 anni), all’epoca viveva a Castelfiorentino.

Gli atti di cinque anni fa, rispolverati dai carabinieri, collocano la scomparsa della coppia sei giorni prima, il 2. Il 2 è anche la data in cui Taulant ottiene una detenzione alternativa al carcere. Secondo la fidanzata dell’epoca (che in seguito denuncerà per violenze Taulant), quel giorno, in cui andò a prendere il partner all’uscita da Sollicciano, con i genitori neanche si incontrarono, perché già non si trovavano più. I militari dell’Arma hanno agli atti due denunce, con la seconda che corregge una prima data di scomparsa che non avrebbe trovato riscontro negli accertamenti compiuti dai carabinieri della stazione di Legnaia. "Non sono l’ultima persona ad averli visti", dice la ex fidanzata. Che aspetta anche lei una convocazione dagli inquirenti.