Il sindaco di Cassano Edoardo Sala (Newpress)
Il sindaco di Cassano Edoardo Sala (Newpress)

Cassano d'Adda, 16 dicembre 2014 - I manager della Tangentopoli di Cassano d’Adda vanno all’incasso, questa volta, non di appalti su corsia privilegiata ma di condanne. Con alcuni lievissimi ritocchi in meno, rispetto alle richieste d’accusa; con un’assoluzione con la nuova formula che qualifica la prova non raggiunta. E con un bilancio tutto positivo per il pool anticorruzione della Procura di Milano (ex aggiunto Alfredo Robledo, sostituto Paolo Filippini): quasi un en plein, non fosse per l’unica assoluzione di ieri, della ricostruzione fatta dalla Procura, con ventotto posizioni definite, in abbreviato, patteggiamenti e in aula. Unica nota amara, l’inevitabile prescrizione - nel giro di un anno e dunque ben prima di un giudizio definitivo - che cancellerà reati commessi in tempi (2007-2009) in cui la corruzione fu derubricata a reato bagatellare.

Ieri, l’ultimo atto, in primo grado di fronte al presidente della quarta sezione penale Marco Tremolada. Pena fra 3 anni e 4 mesi e 2 anni e 2 mesi per i tre imprenditori accusati di aver pagato l’ex sindaco di Cassano d’Adda Edoardo Sala e suoi pubblici amministratori - un monte tangenti da un milione e 300 mila euro - in cambio di provvedimenti favorevoli a insediamenti commerciali, attraverso modifiche dei piani urbanistici e cambi di destinazione d’uso. Tre anni e 4 mesi a Francesco Monastero, titolare della Sile Costruzioni, 2 anni e 8 mesi a Paolo Rimoldi e 2 anni e 2 mesi a Giovanni Battista Begnini, oltre alla confisca di 50mila euro. Il Comune di Cassano, parte civile nel procedimento, verrà risarcito con una provvisionale da mezzo milione di euro. Ai condannati viene vietato di contrattare con le pubbliche amministrazioni per due anni.

Assolto, perché il fatto non sussiste, in base al secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura penale (assoluzione dovuta quando manca la piena congruenza e convergenza degli elementi probatori) Vito Catoio, titolare dell’impresa Gadeca Srl, dichiarata «non responsabile per insufficienza di prove». Il pubblico ministero Filippini aveva chiesto la condanna di tutti, con pene comprese tra 3 anni e 6 mesi e 2 anni e 6 mesi. L’ex sindaco Sala, all’epoca esponente del Pdl, e l’architetto Michele Ugliola, come collettore delle mazzette, arrestati nel 2011 con funzionari, politici e imprenditori, hanno patteggiato nel maggio del 2013 una pena rispettivamente di 2 anni e 6 mesi e 2 anni e 4 mesi. marinella.rossi@ilgiorno.net