Condannato per Meredith. Nuove accuse a Guede:: "Maltrattamenti alla ex". Ha il bracciale elettronico

Scarcerato a novembre 2021 dopo aver scontato 13 anni per l’omicidio di Perugia. Sollecito: "Nulla è cambiato". E Amanda: "Mi dispiace per quella donna".

Condannato per Meredith. Nuove accuse a Guede:: "Maltrattamenti alla ex". Ha il bracciale elettronico
Condannato per Meredith. Nuove accuse a Guede:: "Maltrattamenti alla ex". Ha il bracciale elettronico

Divieto di avvicinamento alla ex fidanzata e braccialetto elettronico: Rudy Guede è di nuovo nei guai. Unico condannato per l’omicidio di Meredith Kercher (studentessa Erasmus 21enne, uccisa a Perugia nel 2007), è ora accusato dalla Procura di Viterbo di vessazioni e violenze nei confronti della sua ex, una cittadina straniera di 23 anni che lo aveva denunciato alcuni mesi fa. E ieri gli agenti della squadra mobile della città laziale, al termine degli accertamenti, hanno notificato a Guede, 37enne originario della Costa d’Avorio, il divieto di avvicinamento alla donna a meno di 500 metri e l’applicazione del dispositivo elettronico. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore Paolo Auriemma, avevano chiesto per l’ivoriano gli arresti domiciliari, ma il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sufficiente il divieto di avvicinamento. Guede è accusato di maltrattamenti, lesioni personali e violenze: avrebbe preso di mira la sua ex compagna arrivando ad aggredirla anche fisicamente. Il 37enne era tornato libero nel novembre del 2021 dopo aver scontato 13 anni di detenzione (la condanna era a 16 anni, per omicidio in concorso) per il delitto della studentessa per il quale erano finiti a giudizio anche Amanda Knox e Raffaele Sollecito, entrambi assolti dopo cinque gradi di giudizio.

"Dalle indagini emergeva chiaramente l’atteggiamento violento, anche nei confronti delle ragazze – è ora il commento di Sollecito sulle nuove accuse per l’ivoriano –. E poi basti pensare che, subito dopo la morte di Meredith, ancora impregnato del suo sangue è andato in discoteca. Non seguo le vicende della vita di Guede, ma evidentemente nulla è cambiato. Non conosco la sua ex fidanzata, ma mi dispiace moltissimo per lei. Se ha denunciato, deve aver vissuto un trauma".

"Che Guede fosse uno dalle mani lunghe era effettivamente emerso. Diversi elementi e testimonianze ci confermavano questo aspetto che, poi, in realtà, sulla vicenda giudiziaria che lo ha riguardato ha avuto un’incidenza relativa": così Giuliano Mignini che ha condotto le indagini sull’omicidio di Meredith Kercher e ha rappresentato l’accusa nell’udienza preliminare che portò alla condanna con abbreviato di Rudy Guede. "Ho saputo quanto successo e quello che gli viene contestato, ma ci sono tanti elementi che non conosco, quindi è difficile dire qualunque cosa. Di certo – conclude Mignini –, con noi, all’epoca delle indagini e dei processi che lo hanno interessato, si è sempre comportato bene. Ma tutto ciò che ruota intorno al delitto di Meredith, è una storia che non finirà mai". Amanda Knox non vuole commentare la vicenda e si concentra sulla presunta vittima: "Mi dispiace tanto per la sua ex compagna. Che paura... Spero che abbia il sostegno di cui ha bisogno".

Torna alla carica l’avvocato perugino Luca Maori, difensore storico di Raffaele Sollecito: "Se non viene cacciato immediatamente dall’Italia diventerà un altro Filippo Turetta e ce l’avremo sulla coscienza. Deve essere espulso, lo dico da anni: ha scontato la condanna e, come succede a tutti nelle sue condizioni, deve essere mandato via dal nostro Paese. Finalmente è venuta a galla la vera natura di questo soggetto che ha tentato inutilmente di accreditarsi come persona innocente, martire della giustizia". Un anno fa Guede raccontò la sua verità sull’omicidio Kercher in un libro dal titolo ’Il beneficio del dubbio. La mia storia’. "La mia coscienza è libera – disse –, ma dovevo soccorrere Meredith". Ora si trova di nuovo alle prese con la giustizia.