28 mar 2022

Il concorso per la scuola è un terno al lotto

In 500mila per 33mila cattedre alle medie e superiori: 90% di bocciati in alcune classi. Test a crocette nel mirino, i sindacati: basta nozionismo

giulia prosperetti
Cronaca
Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, 69 anni, mentre visita una scuola elementare
Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, 69 anni, mentre visita una scuola elementare

Roma, 28 marzo 2022 - "Una strage". A due settimane dall’inizio del concorso ordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado, che si concluderà il prossimo 13 aprile, il giudizio è unanime. Dai sindacati al mondo della politica si levano le polemiche sui test ‘computer based’ che, in alcune classi di concorso, hanno visto il 90% dei partecipanti bocciati. Bandito nel luglio 2020 e atteso da anni il concorsone per l’assunzione di 33mila docenti aveva acceso le speranze dei circa 500mila candidati. Ma qualcosa nel meccanismo di selezione si è inceppato trasformando la prova – stando alle testimonianze dei partecipanti – in un ‘quiz televisivo’ dove la logica di un nozionismo sterile ha avuto la meglio sulla valutazione delle competenze. Il tutto condito da errori sia nelle modalità di svolgimento del concorso che nella formulazione delle domande.

Ci sono commissioni – fa sapere il sindacato Anief – che hanno fatto registrare zero ammessi e moltissime non più del 5%. Una delle migliori performance si è raggiunta in Puglia, dove per la classe di concorso di Inglese (AB24 e AB25) ha superato la prova un quarto dei partecipanti. Sempre in Puglia la prova del 21 e 22 marzo per la classe A022 (Italiano, Storia, Geografia nella scuola secondaria di primo grado), è stata superata soltanto da 87 candidati su 2.300 candidati (appena il 3,7%). "È vergognoso che in Italia venga selezionata la categoria degli insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado con quiz a risposta multipla nozionistici, ambigui, in alcuni casi errati e soprattutto diametralmente distanti dai programmi ministeriali che la scuola italiana all’interno della libertà di insegnamento di ogni docente porta avant i. La scuola e la cultura che sono il pilastro di una società civile hanno necessità di docenti che vengano selezionati non solo in base alle conoscenze teoriche, alle abilità e alle competenze, ma soprattutto in base alle capacità individuali e psicoattitudinali di trasmettere il sapere". Questo lo sfogo di Gabriella A., 38 anni, da 5 insegnante precaria di ‘Tecnologia e Informatica’ in una scuola media ro mana.

"Non sono passata per due errori di troppo. Dopo due anni di attesa – racconta la docente – siamo stati avvisati solo un paio di settimane prima dell’inizio delle prove. Non vi è stata la previa pubblicazione della batteria dei quiz dai quali sarebbero state estratte le 50 domande e non ci sono stati dati riferimenti bibliografici o sitografici per la preparazione al test". Il problema principale – spiega l’insegnante – è che "non è stato rispettato il quadro di riferimento per la valutazione della prova scritta". Un’incongruenza che è alla base del ricorso annunciato dai sindacati. Per ogni classe di concorso il ministero aveva fornito uno schema con i ‘nuclei tematici’ previsti nel test e il relativo numero di domande, oltre a 5 domande di informatica e 5 di inglese.

Per superare la prova era necessario rispondere correttamente a 35 delle 50 domande previste raggiungendo un punteggio pari a 70 (2 punti a domanda). Il quiz che i candidati si sono trovati davanti, tuttavia, non corrispondeva a quanto descritto nel bando. Flc Cgil ha chiesto un incontro al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi per "discutere di una riforma del reclutamento che rimetta al centro la formazione in ingresso con percorsi abilitanti per i precari con tre anni di servizio". Una proposta arriva dai presidi: per il presidente di Anp, Antonello Giannelli, la valutazione dei docenti dovrebbe essere affidata alle scuole.

 

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