Roma, 28 settembre 2020 - Inizierà il 22 ottobre l'atteso concorso straordinario per la scuola - che mette 'in palio' 32mila posti - riservato ai docenti precari (di medie e superiori) con 3 anni di servizio. Nonostante la richiesta del Pd di rinviare, arriva infatti la conferma da Lucia Azzolina, ministro dell'Istruzione: "Il concorso si farà, domani escono le date in Gazzetta Ufficiale''. 

Pd: troppo stress, rinviamo

Sull'atteso concorso per la scuola era piombata un po' a sorpresa la richiesta del Pd alla ministra Lucia Azzolina: è un momento difficile, meglio rinviare. I dem avevano chiesto in pratica una "riflessione" sulla data: "Farlo ora significa stressare le scuole, che verranno private di molti docenti, i quali andranno a sostenere le prove del concorso - aveva detto Camilla Sgambato, responsabile scuola del Pd. -. Avremmo preferito farlo a ridosso delle vacanze di Natale" Sgambato aveva sottolineato anche la necessità di tutelare chi è in quarantena, "magari per un positivo presente nella scuola in cui insegna: va cercata una soluzione, per esempio trovando un'altra data per questi candidati o facendo loro svolgere la prova tutti in una stessa scuola: sarebbe ingiusto non farli partecipare al concorso". E c'era poi il problema che molti docenti precari, dovendo partecipare alle prove del concorso, lascerebbero la cattedra che hanno appena preso per 5-6 giorni. "Solo in Lombardia ci sono 16.500 candidati, la gran parte sono docenti delle regioni meridionali: spostare il concorso a Natale sarebbe insomma la cosa più giusta da fare", aveva concluso.

Replica di M5S: nessun rinvio

"Respingiamo al mittente la proposta di rinviare il concorso straordinario per la scuola giunta oggi dalla responsabile scuola del Partito Democratico - avevano scritto in una nota i 5 stelle - Fosse stato per noi avremmo fatto tenere le prove ad agosto (o un concorso ordinario per tutti), ma con il superamento del test a crocette e l'introduzione della prova a risposta aperta abbiamo concordato il procrastinarsi della data all'autunno".  "Ora che siamo in dirittura d'arrivo per l'inizio delle prove, previsto per il 22 ottobre, un ulteriore rinvio sarebbe una presa in giro per gli oltre 60.000 candidati, senza contare il mezzo milione di candidati al concorso ordinario che verrebbe di conseguenza spostato in avanti. Non possiamo permetterlo", concludeva la nota.

Come funziona il concorso

Oggi, nell'incontro tra i sindacati e il ministero, è stato deciso che le prove si terranno fino al 9 novembre. ll concorso straordinario ha visto la presentazione di 64 mila domande. La partenza del concorso è prevista per il 22 ottobre per poi proseguire nelle settimane successive. La prova del concorso sarà composta da cinque quesiti a risposta aperta e da un quesito in lingua inglese. La prova si svolgerà naturalmente nel rispetto di particolari misure anti-Covid (divieto di ingresso a chi avrà più di 37,5 di febbre o una sintomatologia respiratoria in atto, esclusione delle persone in quarantena).  La prova avrà una durata di 150 minuti. I nuovi prof saranno pronti per andare in cattedra l'anno prossimo a settembre anche se, secondo l'accordo firmato l'estate scorsa dopo un duro scontro nella maggioranza, la loro assunzione verrà retrodatata al primo settembre di quest'anno. Per lo svolgimento si utilizzeranno non solo le sale informatiche delle scuole coinvolte ma anche le aule universitarie degli atenei che hanno offerto la loro collaborazione.

Cisl: ministero insensibile

Secondo Maddalena Gissi della Cisl Scuola "emerge l'interesse del ministero di andare avanti con obiettivi fissati in tempi normali, considerando la condizione attuale come fosse ordinaria. Le problematiche a cui ancora si assiste in questi giorni nelle scuole ci mette in condizioni di valutare l'altissimo livello di insensibilità che vediamo realizzato con questi proclami". E aveva continuato: "Fare un concorso non significa coprire le classi, neppure per il prossimo anno. Ironia della sorte è che chiunque non supererà il concorso, anche per mancanza di preparazione, lo ritroveremo in cattedra i prossimi anni: sono talmente tanti i posti vacanti che così sarà anche perché il corpo insegnante ha un'età media elevata". E ancora: il concorso ordinario, che ha avuto 500 mila domande di partecipazione, "necessiterà di un esercito di commissari", e nel frattempo "si saranno liberati ulteriori posti nella scuola. I suggerimenti che avevamo dato per rivedere il reclutamento con sistematicità si sono scontrati con i veti ideologici: è arrivato il momento di pensare alla scuola".

La protesta Usb

Sferzante il comunicato dell'Unione Sindacale di Base, che ha denunciato la condizione di molti insegnanti che non possono partecipare al concorso, pur avendo pagato la tassa di iscrizione (in molti atenei si è arrivati anche a 150 euro per grado!), perché sono in isolamento causa Covid e "il decreto, ideato e pubblicato in piena emergenza durante la scorsa primavera, esplicita che l'assenza per cause di forza maggiore non dà diritto ad alcuna forma di recupero". Inoltre il governo "ha deciso di non riconoscere il lavoro dei docenti precari, negando un concorso per titoli e servizio che, oltre a riconoscere il lavoro e recepire la normativa europea, avrebbe permesso di avere in cattedra dal primo settembre le decine di migliaia di docenti con almeno 3 anni di servizio".