Foto generica di spiaggia (Dire)
Foto generica di spiaggia (Dire)

Roma, 9 novembre 2021 - Stop alle rinnovo delle concessioni balneari a partire dal 2024. Lo ha deciso il Consiglio di Stato, spiegando che la proroga sarà possibile quindi solo fino al 31 dicembre 2023 "al fine di evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere". Dal giorno successivo, quindi, non ci sarà alcuna possibilità di proroga ulteriore, neanche per via legislativa, e il settore sarà comunque aperto alle regole della concorrenza.

La decisione era attesa, non solo dalla parti in causa. Il governo con il provvedimento sulla concorrenza non ha sciolto il nodo delle liberalizzazioni delle concessioni balneari, sul quale pende un conflitto con l'Unione Europea sulla normativa sul mercato interno. Proprio ieri da fonti dell'esecutivo è trapelata l'intenzione di predisporre un nuovo intervento dopo la sentenza. Intervento sollecitato, a questo punto, anche dai giudici.

Secondo il Consiglio di Stato, il confronto concorrenziale, oltre ad essere imposto dal diritto Ue, "è estremamente prezioso per garantire ai cittadini una gestione del patrimonio nazionale costiero" e contribuire "in misura significativa alla crescita economica e, soprattutto, alla ripresa degli investimenti di cui il Paese necessita". Bocciata, di fatto, la proroga per un quindicennio delle concessioni introdotta nel 2018 con la legge di Bilancio ma, "al fine di evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere", per consentire di predisporre i bandi e "nell'auspicio che il legislatore intervenga a riordinare la materia", le concessioni continueranno a essere efficaci per altri due anni.

"Le norme legislative nazionali che hanno disposto (e che in futuro dovessero ancora disporre) la proroga automatica delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, compresa la moratoria introdotta in correlazione con l'emergenza epidemiologica da Covid-19", ha stabilito il Consiglio di Stato, sono in contrasto con il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e con la direttiva Bolkestein. E "deve escludersi la sussistenza di un diritto alla prosecuzione del rapporto in capo gli attuali concessionari", che potranno partecipare alle gare che dovranno essere bandite.