13 feb 2022

Balneari, ultima spiaggia: è il giorno della verità

Fratelli d’Italia chiede la proroga delle concessioni, mozione al vaglio della Camera. Un test per la tenuta della maggioranza

Nel settore turistico balneare lavorano oltre 30mila famiglie italiane
Nel settore turistico balneare lavorano oltre 30mila famiglie italiane

Roma, 13 febbraio 2022 -  Questa volta non ci saranno rinvii. Anche sulla spinosissima vicenda delle concessioni balneari il governo vuole andare dritto sulla sua strada. Seguendo il metodo-Draghi: ascoltare tutti ma poi decidere. L’obiettivo è di evitare che la procedura di infrazione già aperta da Bruxelles due anni fa possa trasformarsi in una maxi-multa. Uno scenario che l’ex numero uno della Bce non vuole assolutamente che si verifichi. Così, negli ultimi giorni, si sono intensificati i contatti fra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, e i due ministri maggiormente coinvolti sul fronte della concessioni, quello dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, e quello del Turismo, Massimo Garavaglia, entrambi della Lega, il partito che più di ogni altro si è battuto per evitare l’applicazione senza se e senza ma della famosa direttiva Bolkestein, che avrebbe imposto da molti anni gare aperte per tutte le concessioni balneari. Invece, durante il Conte 1, le licenze vennero prorogate fino a tutto il 2033, con buona pace delle regole della concorrenza e degli obblighi europei. C’è voluta una sentenza del Consiglio di Stato, a ottobre dell’anno scorso, a rimettere tutti in riga, obbligando il governo a procedere sulla strada delle gare da bandire, secondo i magistrati, entro e non oltre il primo gennaio del 2024. Tutto risolto? Macchè: la liberalizzazione continua ad essere un percorso pieno di ostacoli, con una maggioranza profondamente divisa. Il via libera alle gare era già previsto nella prima bozza del Disegno di legge sulla concorrenza. Ma l’articolo venne cancellato in extremis e sostituito con uno molto più blando, che prevede la semplice mappatura delle concessioni in essere e quelle future da completare entro giugno di quest’anno. Ma ora i tempi stringono. Da Bruxelles si è fatto sentire anche il commissario alla Concorrenza, Paolo Gentiloni, che è tornato ...

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