di Viviana Ponchia Elisabetta si innamorò di Filippo a 13 anni. "Ho conosciuto un ragazzo bello come un vichingo", disse alla sorella Margaret. Invece era un principe, discretamente al verde ma di sangue blu. È stata una storia d’amore lunga 73 anni. Una santa alleanza nel nome della Corona. E in definitiva un manuale di istruzioni per tutti i comuni mortali su come fare funzionare la più delicata delle relazioni fra esseri umani. Fattore presenza: sono stati separati pochissimo, hanno diviso tutti i pasti ma non hanno mai fatto un bagno nella vasca insieme, o comunque non sono venuti a dirlo a noi. Attenzioni: lui ha smesso di fumare il giorno del matrimonio, ogni settimana ha ordinato fiori per la sua Lilibet ed è stato l’unico a trattarla ’solo’ come una donna,...

di Viviana

Ponchia

Elisabetta si innamorò di Filippo a 13 anni. "Ho conosciuto un ragazzo bello come un vichingo", disse alla sorella Margaret. Invece era un principe, discretamente al verde ma di sangue blu. È stata una storia d’amore lunga 73 anni. Una santa alleanza nel nome della Corona. E in definitiva un manuale di istruzioni per tutti i comuni mortali su come fare funzionare la più delicata delle relazioni fra esseri umani. Fattore presenza: sono stati separati pochissimo, hanno diviso tutti i pasti ma non hanno mai fatto un bagno nella vasca insieme, o comunque non sono venuti a dirlo a noi. Attenzioni: lui ha smesso di fumare il giorno del matrimonio, ogni settimana ha ordinato fiori per la sua Lilibet ed è stato l’unico a trattarla ’solo’ come una donna, facendola sentire quindi una regina. Ed era il solo, in quanto principe consorte, che poteva contraddirla.

Intimità: Filippo non ha mai indossato il pigiama e la coppia ha bandito i piumoni dal letto perché si sa che cascano da tutte le parti e sono fonte di battaglie. Vizietti: lui la chiamava "salsiccia", lei gli faceva la caricatura. Responsabilità: se l’umanità si divide fra chi i problemi li crea e chi li risolve, il lavoro di Filippo era risolvere almeno quelli familiari, basta intendersi. Attriti: hanno avuto furibondi litigi affidandosi al potere della catarsi e quando lei diceva zitto lui stava zitto, ma anche viceversa. E cosa più importante: nelle discussioni Elisabetta usava la tattica di parlare per enigmi ma poi se necessario spiegava, mentre l’errore più comune è cominciare dal fondo e fermarsi lì.

Può anche essere vero che Filippo assecondasse la misoginia da bar con frasi come "Se un uomo apre la portiera dell’auto alla moglie, o è nuova l’auto o è nuova la moglie". Ma i biografi attenti lo sanno: "Il suo primo, secondo e ultimo lavoro è stato non deluderla mai". Nessuna unione reale è durata così tanto. Per non parlare delle altre. Il primo incontro ufficiale avvenne nel luglio del 1939 a Dartmouth, quando re Giorgio VI visitò il college navale assieme alla moglie e alla figlie. Elisabetta era poco più che una bambina, Filippo un ufficiale di marina diciottenne.

La futura regina sapeva cosa le avrebbe riservato il futuro in termini di carriera. Così scelse almeno il grande amore: Philip Mountbatten, principe di Grecia e Danimarca, poi duca di Edimburgo. All’inizio, una spina nel fianco per il papà. Uno scapolo brillante e ambizioso costretto dal protocollo a stare sempre due passi indietro poteva rivelarsi un disastro. Ma Lilibet fu irremovibile. Lo invitarono a passare a Balmoral le lunghe sere dell’estate del 1946, il fidanzamento ufficiale fu annunciato quando lei compì 21 anni e le nozze a Westminster, il 20 novembre 1947, furono trasmesse per la prima volta dalla Bbc. Erano presenti tutte le case regnanti del mondo, Londra si riversò per strada incantata dall’abito regale di raso ricamato con cristalli e 10 mila perle ispirato alla Primavera di Botticelli. Arrivarono in rapida successione i figli Carlo, Anna, Andrea, Edoardo. E la corona, a 25 anni, il 6 febbraio 1952. Non fu sempre una favola.

Il gossip attribuiva a Filippo flirt con attrici e ballerine, Elisabetta arrivò a pensare al divorzio. Invece dopo avergli lanciato una scarpa e una racchetta da tennis durante un viaggio in Australia (tutto incresciosamente filmato) mollò il guinzaglio. "Succede in ogni matrimonio", tagliò corto. Concesse al marito un viaggio sabbatico attorno al mondo a bordo del Britannia, persino che si facesse crescere barba e baffi. Poi lo raggiunse a Lisbona e gli porse l’ultimatum. Non voglio essere trattato come un soprammobile, disse il fuggitivo. Anni dopo, quando gli domandarono l’ingrediente di quel ménage inossidabile, Filippo svelò l’ultimo segreto che è utile appuntarsi: "La tolleranza. È sotto gli occhi di tutti che mia moglie ne ha avuta tanta nei miei confronti"