Il nuovo commissario alla Sanità in Calabria Guido Nicolò Longo (Ansa)
Il nuovo commissario alla Sanità in Calabria Guido Nicolò Longo (Ansa)

Roma, 27 novembre 2020 - Il Cdm ha deciso e ha nominato "il dottor Guido Longo quale Commissario ad acta per l'attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario della Regione Calabria". Dopo una serie di rinunce, da Saverio Cotticelli a Eugenio Gaudio, passando anche per Giuseppe Zuccatelli e l'ipotesi di Miozzo, coordinatore del Cts, la Calabria ora si affida l'ex prefetto di Vibo Valentia, "un uomo delle istituzioni, che ha già operato in Calabria, sempre a difesa della legalità", è quanto ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine del Cdm. "La nomina del Prefetto Guido Longo, un uomo che da sempre si è battuto per la legalità e contro la criminalità organizzata, è la scelta giusta per la sanità calabrese - ha aggiunto il ministro e Capo Delegazione del M5s, Alfonso Bonafede -. Con questa decisione lo Stato saprà far sentire la sua presenza". La Regione, intanto, visto l'andamento dei contagi e gli ultimi dati del monitoraggio Iss-ministero della Salute, si appresta a cambiare colore e passare dalla zona rossa, quella a massimo rischio Covid-19, a quella intermedia arancione.

Longo: "Vado in Calabria con il cuore"

"Vado in Calabria per cercare di dare qualcosa di concreto al popolo calabrese, perché ci vado con il cuore oltre che con il background professionale che mi porto dietro". Così il nuovo commissario alla sanità calabrese, il prefetto Guido Niccolò Longo, intervenendo telefonicamente nel corso della trasmissione Titolo V. La prima cosa da fare? "Devo vedere un po' la situazione in modo reale, si dicono e scrivono tante cose, però le cose poi bisogna guardarle e valutarle direttamente", ha aggiunto il neo commissario. 

Chi è Guido Longo

Guido Longo, nominato stasera commissario alla Sanità in Calabria, ha 68 anni ed è nato a Catania. Si è laureato in giurisprudenza all'Università di Catania ed è abilitato all'esercizio della professione forense. Vincitore di concorso, accede, nel 1978, alla carriera di Funzionario di Pubblica Sicurezza. Nel 1979 gli viene attribuito il premio "Luigi Calabresi" quale migliore allievo della Scuola Superiore di Polizia. Sempre nello stesso anno, viene assegnato alla Questura di Reggio Calabria con l'incarico di dirigere una Sezione della locale Squadra Mobile, successivamente, sempre della locale Squadra Mobile, ricopre l'incarico di Dirigente della Sezione omicidi, coordinando importantissime operazioni di rilievo internazionale. Dopo la prima esperienza nella Questura reggina, è stato a Palermo nel periodo delle stragi nel '92, prima alla Squadra Mobile come dirigente delle sezioni narcotici e omicidi e poi come vice capocentro della Dia, poi a Napoli, a Roma promosso al servizio centrale, a Caserta dopo la strage di Castelvolturno, poi nuovamente a Reggio e Palermo. A lui si devono, in Campania, i risultati di importanti operazioni antimafia, tra cui la cattura dei superlatitanti dei Casalesi Antonio Iovine, Michele Zagaria e del capo assoluto del clan Francesco Schiavone detto "Sandokan". E' stato prefetto di Vibo Valentia dal marzo 2017 al 30 maggio 2018, quando si è congedato per sopraggiunti limiti di età. Dal 28 luglio scorso guida la terna commissariale del Comune di Partinico, in Sicilia. 

I compiti del neo commissario

Ma vediamo nel dettaglio quali sono i compiti che verranno affidati al neo commissario. Nella delibera del Cdm si legge che Longo avrà "l'incarico prioritario di attuare i programmi operativi 2019-2021 di prosecuzione del Piano di rientro, nonché di tutti gli interventi necessari a garantire, in maniera uniforme sul territorio regionale, l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza, appropriatezza, sicurezza e qualità". "Nell'ambito della cornice normativa vigente - continua la delibera -, si affidano al Commissario ad acta" diversi interventi e, tra questi, "l'adozione di ogni necessaria iniziativa al fine di ricondurre il livello di erogazione dei livelli essenziali di assistenza agli standard di riferimento, in particolare con riguardo all'adesione agli screening oncologici, all'assistenza territoriale ed alla qualità e sicurezza dell'assistenza ospedaliera", oltre che il "completamento ed attuazione del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, della rete di emergenza-urgenza e delle reti tempo dipendenti, in coerenza con il fabbisogno assistenziale" e la "definizione ed attuazione delle reti cliniche specialistiche".  Tra gli interventi anche il "monitoraggio delle procedure per la realizzazione dei nuovi ospedali", la "definizione dei tetti di spesa e dei conseguenti contratti con gli erogatori privati accreditati per l'acquisto di prestazioni sanitarie in coerenza con il fabbisogno assistenziale, con l'attivazione, in caso di mancata stipula del contratto e ridefinizione delle tariffe delle prestazioni sanitarie, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente". Prevista anche l'attuazione "dei nuovi compiti assegnati al Commissario ad acta dal decreto legge 10 novembre 2020, n. 150" e tra questi l'adozione del "Programma operativo per la gestione dell'emergenza Covid-19". 

Spirlì: "Saremo al suo fianco"

"Fermo restando che lo strumento del commissariamento resta per noi una offesa alla capacità istituzionale dei calabresi, prendiamo atto della scelta del Governo, a cui abbiamo dato un collaborativo parere positivo, e ci mettiamo subito al lavoro al fine di garantire al nuovo commissario ad acta, il prefetto Guido Longo, la massima collaborazione in un momento di evidente grave emergenza sanitaria, e non solo a causa degli assalti del Covid-19". Lo afferma il presidente facente funzioni della Giunta regionale della Calabria, Nino Spirlì. "Il neo commissario - continua il presidente - dovrà risolvere l'annoso patimento dei calabresi che si ammalano di tumore, a causa del quale indossano gli scomodi panni di viaggiatori disperati. Dei cardiopatici e dei diabetici. Di chi soffre di malattie genetiche. Dei giovani e meno giovani affetti da disturbi della psiche e del corpo. Si dovrà occupare delle macerie di ospedali costruiti e mai battezzati, di ospedali arrivati ormai all'agonia architettonica e strumentale, di ospedali semivuoti e semipieni orfani di personale di ogni ordine e grado". Si dovrà occupare, prosegue Spirlì, "di una medicina di territorio mai nata o nata male, abbandonata a se stessa, senza alcuna attenzione del Palazzo, quando, addirittura, non offesa da silenzi burocratici annichilenti. Si dovrà occupare dell'arrogante arroccamento di responsabili irresponsabili, sordi agli squilli di telefono, ai tocchi sulla porta, alle richieste verbali o affidate alla penna vera e virtuale. Si dovrà occupare di rendere umano ciò che umano, fino a oggi, nell'universo sconquassato della sanità calabrese, non è stato. Noi potremo essere al suo fianco, se lo vorrà", conclude Spirlì.