5 mag 2022

"Commesse single e di 18 anni". Negozio multato

L’annuncio comparso in vetrina, i titolari: "Una donna coi figli lavora un giorno sì e uno no". Ora dovranno pagare 7mila euro

loredana del ninno
Cronaca
L’annuncio comparso nella vetrina di un negozio di abbigliamento di Asiago (Vicenza)
L’annuncio comparso nella vetrina di un negozio di abbigliamento di Asiago (Vicenza)
L’annuncio comparso nella vetrina di un negozio di abbigliamento di Asiago (Vicenza)

di Loredana Del Ninno

ASIAGO (Vicenza)

"Cercansi commesse diciottenni libere da impegni familiari". Non si placano le polemiche scatenate dall’annuncio comparso nella vetrina dei Magazzini Dal Sasso, maxi negozio nel centro storico di Asiago, in provincia di Vicenza. Annuncio, costato ai titolari – i gemelli 81enni Mario e Maria – una multa di 7mila euro, che aveva fatto infuriare il popolo del web dopo la denuncia di una turista.

L’Ispettorato territoriale del lavoro ha contestato agli esercenti la violazione dell’articolo 27 del Codice delle pari opportunità, che vieta la discriminazione all’accesso al lavoro. "Tolleranza zero per ogni forma di discriminazione – ha ribadito il direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Bruno Giordano –. Non si tratta solo di sanzionare; dare lavoro discriminando in base al genere, all’anagrafe, alle condizioni di vita o alle opinioni offende tutti noi. Non basta il rigetto di queste pratiche. Se a distanza di 52 anni dall’entrata in vigore dello Statuto dei lavoratori dobbiamo intervenire per episodi simili, vuol dire che dobbiamo ancora professare la cultura del rispetto, prima ancora del diritto del lavoro". Dura condanna anche da parte delle associazioni sindacali per una richiesta che "lede i diritti e la dignità delle donne".

Nonostante la bufera che si è levata, Mario e Maria Dal Sasso non arretrano dalle loro posizioni. Per l’attività che gestiscono, 800 metri quadrati e 18 vetrine continuano a volere dipendenti "più flessibili". "Se una donna ha famiglia – ha spiegato lui nei giorni scorsi – è sposata o ha figli non l’assumiamo, perché un giorno sì e uno no se ne resta a casa. Con i miei soldi pago e assumo chi voglio io. Non sono un’azienda pubblica, dove c’è l’obbligo delle pari opportunità. Io voglio solo donne serie e senza impegni familiari".

Di sicuro la vicenda non ha giovato alla reputazione on line dell’esercizio commerciale. Le recensioni abbondano di commenti negativi. "Sconsigliato, a meno che non condividiate idee e politiche medioevali", scrive un utente. "Troppo spesso i datori di lavoro si dimenticano da dove sono usciti, letteralmente, quando sono nati. O forse sono comparsi sulla Terra già adulti? Se una di queste ragazze dovesse rimanere incinta (succede, eh) nel periodo del contratto di lavoro, dovrebbe per caso abortire per forza, per non avere questi bruttissimi e cattivissimi “impegni familiari”?", si domanda, non a caso, una donna. Ma c’è anche chi esprime solidarietà ai titolari dei Magazzini: "Sto con i proprietari. Facile denigrare senza essere imprenditori che hanno a che fare con i problemi che il personale di oggigiorno crea".

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