Giuseppe Iacomino, 43 anni, fermato dai carabinieri di Montegabbione (Terni)
Giuseppe Iacomino, 43 anni, fermato dai carabinieri di Montegabbione (Terni)
di Nino Femiani Quando si presenta alle 7 e 10 davanti al cancello della stazione dei carabinieri di Montegabbione (Terni) in via Primo Maggio, ha ancora le mani sporche di sangue. Il piantone osserva Giuseppe Iacomino, 43 anni, detto ‘Pinotto’, originario di Napoli. "Cosa le è successo?", gli chiede, mentre compone il numero del comandante della stazione. "Ho accoltellato la mia ex compagna, forse l’ho uccisa", dice l’uomo ai militari. L’avverbio indica un dubbio che, purtroppo, si dissipa presto. Perché l’ex compagna di Pinotto, Ornella Pinto, 40 anni tra due mesi, madre di un bambino di quattro, muore poco dopo. Alle...

di Nino Femiani

Quando si presenta alle 7 e 10 davanti al cancello della stazione dei carabinieri di Montegabbione (Terni) in via Primo Maggio, ha ancora le mani sporche di sangue. Il piantone osserva Giuseppe Iacomino, 43 anni, detto ‘Pinotto’, originario di Napoli. "Cosa le è successo?", gli chiede, mentre compone il numero del comandante della stazione. "Ho accoltellato la mia ex compagna, forse l’ho uccisa", dice l’uomo ai militari. L’avverbio indica un dubbio che, purtroppo, si dissipa presto. Perché l’ex compagna di Pinotto, Ornella Pinto, 40 anni tra due mesi, madre di un bambino di quattro, muore poco dopo. Alle 10,35 l’azienda ospedaliera "Cardarelli" di Napoli spiega i dettagli del decesso. "È sopraggiunto per un arresto cardiaco al termine di un delicato intervento mediante il quale l’equipe del Trauma Center e di Chirurgia Toracica "hanno cercato di risolvere le profonde lesioni polmonari", fa sapere il direttore generale, Giuseppe Longo. Salvo poi aggiungere: "Siamo di fronte all’ennesimo episodio di aggressione e omicidio, un gesto vile e di una brutalità inaudita. La donna è stata colpita da 15 coltellate, inferte al torace, sette a sinistra e otto a destra". "Fatti come questo – conclude Longo - dovrebbero spingerci a una riflessione profonda su quanto sta accadendo. Siamo vicini alla famiglia di questa giovane madre e a tutte le donne". Riavvolgiamo allora il nastro per ricostruire le ore che fanno da sfondo all’ennesimo brutale femminicidio. Sono da poco scoccate le quattro quando, in via Filippo Cavolino, nel rione Stella-San Carlo all’Arena a Napoli, alcuni vicini sentono urla disperate e suppliche.

Provengono dall’appartamento in cui, per sei anni, hanno convissuto Ornella Pinto e Pinotto Iacomino. "Una coppia tranquilla, mai alterchi o liti", riferiscono le voci del quartiere. In realtà sotto la patina di apparente normalità, ci sono i segni di una rottura insanabile. Il rapporto tra i due è da tempo arrivato al capolinea, Ornella si è ripresa la sua libertà e ha già chiesto a Pinotto di non farsi più vedere. Ma l’uomo non si rassegna, pensa che ci sia un altro uomo nella vita di Ornella, la tormenta con sospetti e scenate di gelosia. Le liti diventano ricorrenti, tanto che quando alle 4 Pinotto si presenta a casa e riapre il cassetto delle congetture, Ornella telefona alla sorella Elvira e le dice di raggiungerla a casa. Ha paura, non sa che fare. La donna non fa in tempo. La discussione degenera. L’uomo brandisce un coltello che, probabilmente, si è portato dietro e prende a pugnalare Ornella al petto. Con furia omicida affonda la lama nel torace. Tutto incurante del fatto che il figlioletto dorma nella stanza accanto. Dopo aver sferrato 15 colpi, lascia la casa e si dilegua con l’auto. Imbocca senza meta l’A1 e, dopo aver percorso 350 chilometri, si ferma a Montegabbione dove si costituisce. Viene chiamata la pm di Termi Elena Neri che si mette in contatto con il procuratore aggiunto napoletano Fabio De Cristofaro a Napoli, della sezione-fasce deboli, che sta intanto interrogando parenti e amici della coppia. In serata scatta il fermo dell’uomo, tradotto nel carcere di Terni.