Piernicola Silvis, 66 anni, foggiano, una vita come poliziotto in prima linea, oggi scrittore di noir. Come investigatore ha arrestato molti banditi dell’autostrada. Cosa le suggerisce l’assalto sull’A1? "Mi ricorda il modus operandi delle bande cerignolane, non ci sono dubbi. Ripenso alla rapina sull’A14, vicino a Loreto" Era il 30 settembre 2015, bottino da quasi 5 milioni, terrore a colpi di kalashnikov. "E ancora prima...

Piernicola Silvis, 66 anni, foggiano, una vita come poliziotto in prima linea, oggi scrittore di noir. Come investigatore ha arrestato molti banditi dell’autostrada. Cosa le suggerisce l’assalto sull’A1?

"Mi ricorda il modus operandi delle bande cerignolane, non ci sono dubbi. Ripenso alla rapina sull’A14, vicino a Loreto"

Era il 30 settembre 2015, bottino da quasi 5 milioni, terrore a colpi di kalashnikov.

"E ancora prima il tentato colpo a Foggia, il 24 giugno 2014. Ero questore, mi ricordo perfettamente quella data. Buttarono giù la sede della Np Service a colpi di ruspa per portare via il caveau. Ma l’indirizzo era sbagliato, la cassaforte stava da un’altra parte. Ci fu una sparatoria con una volante, nessun morto e nessun ferito. Poi li abbiamo arrestati".

Azione paramilitare che crea il terrore. Un marchio inconfondibile?

"Le bande di Cerignola sono specializzate in questi assalti. Li fanno in tutta Italia. A Foggia c’è proprio una stanzetta per ospitare gli investigatori che arrivano da fuori per indagini sulle rapine fatte dai cerignolani".

A volte va male, come ieri.

"Mi sto rendendo conto che in realtà gli va male spesso. Questo è strano. Fanno cose eccessive, molto scenografiche".

C’è anche il terrore come obiettivo?

"No no, mirano ai soldi. Non è mafia con il pedegree di organizzazioni criminali storiche. Riciclano il bottino nei locali e investono nella droga che poi spacciano".

Oltre ai cerignolani chi firma questi assalti paramilitari?

"Loro sono i primi in assoluto. In Sardegna operavano bande del Nuorese".

Mai capitato di fare arresti di banditi stranieri?

"Mai. Anni fa invece il primato era dei veneti. Piove di Sacco, Campolongo Maggiore... Facevano colpi molto efferati. Loro sparavano per uccidere, non come i cerignolani".

Come si prepara un assalto a un portavalori?

"Con molti appostamenti, i furgoni vengono pedinati. A volte ci sono complicità".

Quando una rapina va male, si rifanno a breve?

"È il loro mestiere, la cosa purtroppo è ritmata. Nel timore di essere presi, subito dopo si sfaldano, ognuno se ne va per conto proprio. Aspettano tre-quattro mesi poi studiano un altro colpo".

Rita Bartolomei