di Giulia Bonezzi Lo scambio d’accuse sull’Rt gate fa schizzare lo scontro tra il Pirellone e il Governo a livelli mai visti in pandemia. Ieri i lombardi hanno dovuto aspettare mezza giornata la firma del ministro della Salute Roberto Speranza sull’ordinanza che da oggi li promuove in arancione, dopo esser rimasti in zona rossa una settimana per un errore di sopravvalutazione dell’indice di diffusione del contagio. Alcuni legali e associazioni di commercianti preparano la class action, il governatore lombardo Attilio Fontana dice che chiederà a Roma di risarcirli. Il ministro della Salute Roberto Speranza intesta lo sbaglio alla Lombardia persino nel testo dell’ordinanza, e il governatore annuncia che l’impugnerà nel ricorso al Tar del Lazio,...

di Giulia Bonezzi

Lo scambio d’accuse sull’Rt gate fa schizzare lo scontro tra il Pirellone e il Governo a livelli mai visti in pandemia. Ieri i lombardi hanno dovuto aspettare mezza giornata la firma del ministro della Salute Roberto Speranza sull’ordinanza che da oggi li promuove in arancione, dopo esser rimasti in zona rossa una settimana per un errore di sopravvalutazione dell’indice di diffusione del contagio. Alcuni legali e associazioni di commercianti preparano la class action, il governatore lombardo Attilio Fontana dice che chiederà a Roma di risarcirli. Il ministro della Salute Roberto Speranza intesta lo sbaglio alla Lombardia persino nel testo dell’ordinanza, e il governatore annuncia che l’impugnerà nel ricorso al Tar del Lazio, insieme ai verbali che parlano di una "rettifica" da parte dei suoi tecnici, "cosa assolutamente non vera. Se la Lombardia è in arancione lo deve esclusivamente al fatto che noi abbiamo contestato i conteggi del Governo", che al Var di venerdì hanno visto crollare l’Rt sintomi al 30 dicembre da 1.4 a 0.88.

L’assessore al Welfare Letizia Moratti ricorda che aveva chiesto senza successo una sospensione di 48 ore "per un confronto tecnico", che poi c’è stato e ha portato alla riclassificazione, "ma il ministro pretendeva che dichiarassimo che l’errore era nostro. Non abbiamo potuto accettare per la dignità dei nostri concittadini". Nel mirino di Fontana c’è l’Rt calcolato sui positivi sintomatici: "Ci siamo resi conto che qualcosa non funzionava nell’algoritmo" utilizzato dall’Istituto superiore di sanità che il recente abbassamento delle soglie ha reso il vero arbitro dei passaggi di colore. Alla domanda se l’anomalia possa aver coinvolto altre regioni (il Veneto era andato in arancione solo su richiesta, con un Rt di 0.96 nonostante l’incidenza settimanale tripla rispetto alla Lombardia) il governatore risponde che "è molto probabile, ma non è un problema nostro". Quanto al passato, il direttore generale del Welfare lombardo Marco Trivelli osserva che solo nella settimana di monitoraggio numero 35 si è visto un Rt-sintomi così incoerente con gli altri parametri, l’incidenza (cioè i nuovi casi settimanali) e il tasso d’occupazione degli ospedali. Secondo Iss e Cabina di regìa il ricalcolo è l’effetto di una "rettifica" dei dati aggiornati mercoledì dalla Lombardia rispetto a quelli del 13 gennaio. Trivelli assicura che i dati erano gli stessi, con la sola integrazione, su richiesta dell’Iss, di inserire nel campo dello "stato clinico" (la cui compilazione "è stata sempre facoltativa" ed effettuata solo quando l’informazione era disponibile davvero) "un valore convenzionale, ’asintomatico’ o ’paucisintomatico’, per circa il 3% dei casi". Un test, al quale i tecnici lombardi hanno acconsentito "pur esprimendo perplessità".

Immediata la controffensiva: "La relazione dell’Iss è chiarissima – dichiara il ministro Speranza –. La Lombardia ha trasmesso dati errati, senza l’ammissione di questo errore non sarebbe stato possibile riportarla in zona arancione". Il direttore della Prevenzione del ministero Gianni Rezza intesta alla Cabina di regìa di aver rilevato "alcune incongruenze nei dati della Lombardia". L’Iss difende l’algoritmo, "da aprile non è mai cambiato". Spiega che se il campo "stato clinico" non viene compilato inizialmente un positivo con una data d’inizio sintomi entra nel conteggio dell’Rt, ma se l’informazione poi non viene aggiunta viene depennato. La Lombardia avrebbe inserito una grande quantità di casi senza stato clinico ("anomalia segnalata più volte alla Regione") e classificato molti di questi come guariti nell’ultimo periodo, e questo avrebbe ’gonfiato’ l’aumento dei sintomatici "che ha determinato una sovrastima dell’Rt solo nelle stime di queste settimane e solo in Lombardia".