Covid, 8 regioni oltre o sulla soglia critica in terapia intensiva (Ansa)
Covid, 8 regioni oltre o sulla soglia critica in terapia intensiva (Ansa)

Roma, 3 maggio 2021 - Oggi  cambiano i colori delle Regioni in Italia. Rossa la Valle d’Aosta; Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna in arancione; tutte le altre in giallo. Ma i riflettori si spostano già sulla prossima settimana. Vediamo allora quali sono le regioni sotto la lente, quelle dove l’epidemia resiste e i segni di frenata sono meno evidenti. Il ragionamento come sappiamo deve incrociare molti elementi, che si possono raggruppare in tre categorie: l’incidenza settimanale dei contagi per 100.000 abitanti, il livello di rischio determinato dalla combinazione di 21 indicatori, i quattro diversi scenari  legati all’Rt. Approfondendo proprio l’ultimo punto - quindi il tasso di contagiosità, in altre parole il numero di infezioni provocate da un contagiato - Basilicata, Campania, Molise e Sicilia hanno un’incidenza a 1 o di poco superiore, nei dati del monitoraggio diffuso da Istituto superiore di sanità-ministero della Salute aggiornati al 29 aprile.  La Campania torna come prima anche nell’ultima rilevazione della fondazione bolognese Gimbe, in cima alla classifica delle regioni con alta circolazione del virus. E torna anche la Basilicata, al terzo posto dopo la Puglia. Seguono Sardegna, Emilia Romagna, Calabria e Lazio.

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I ricoveri

Carlo Palermo, segretario nazionale del sindacato medico più rappresentativo, l’Anaao Assomed, invita poi a guardare con attenzione anche i dati sulle occupazioni delle terapie intensive. Se consideriamo questo monitoraggio, "risultano in difficoltà  Toscana e Lombardia, che superano il 41%”, quando la soglia d’allarme è stata fissata al 30%. Ancora: “Puglia al 39%, poi Piemonte, Lazio, Emilia Romagna e Marche, la Liguria è al 29%”, quindi appena sotto la linea di confine. Al 1° maggio in Italia erano 2.522 i pazienti ricoverati nei reparti critici (-61 rispetto al giorno precedente). Ma Palermo invita alla prudenza: “Dobbiamo sempre ricordare che oggi stiamo vedendo  gli effetti delle restrizioni, non quelli delle riaperture, che saranno evidenti tra un paio di settimane. In particolare negli ospedali la situazione non è ancora tranquilla. Per questo serve estrema cautela. Abbiamo ancora un’elevatissima circolazione del virus”. Andando ai numeri: “Ci sono 400mila infetti rilevati, ma nella realtà potrebbero essere il doppio. Questo è l’elemento di fondo. Come sindacato avremmo preferito un prolungamento delle limitazioni e un’accelerata dei vaccini. Oggi il rischio è molto demandato alla responsabilità dei singoli. Ma solo il 30% della popolazione è coperta dalle dosi, l’inverso di quel che succede in Gran Bretagna, che ha riaperto ma dopo aver immunizzato il 70% della popolazione. Solo a metà maggio si potrà decidere cosa fare. Occorre prudenza. E potrebbero tornare le zone rosse. Non è che sono scomparse”. 

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