Roma, 4 aprile 2021 - Per tre giorni (da ieri sabato 3 a lunedì 5 aprile) tutta l'Italia è in zona rossa per Pasqua. Da martedì invece torna la suddivisione per colori limitata fino al 30 aprile (se non interverrano modifiche meno restrittive) alle zone rosse e a quelle arancioni. Venerdì scorso la mappa è cambiata con il passaggio in arancione di Veneto, Marche e provincia di TrentoOra ci si chiede quando potranno cambiare ulteriormente colore le regioni. Di certo chi resterà in zona rossa sarà la Calabria: il governatore Nino Spirlì ha infatti firmato un'ordinanza che colloca la regione tra quelle con le misure più restrittive fino al 21 aprile.  

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Proviamo però a vedere cosa potrebbe cambiare sulla base dei dati che possediamo finora. La prima data utile per molte regioni - fra le altre Emilia Romagna, Lombardia e Toscana - potrebbe essere quella di martedì 13 aprile. Vediamo perché.

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I criteri

Per passare da una zona ad un'altra zona meno restrittiva (quindi da zona rossa a zona arancione) devono passare almeno 14 giorni con questa ulteriore specifica: per almeno due criteri indice Rt sotto l'1.25 e rischio i dati devono essere compatibili con lo scenario inferiore per due settimane (due monitoraggi cioè), mentre l'altro criterio, quello dell'incidenza settimanale (oltre i 250 casi ogni 100mila abitanti scatta automaticamente il rosso) deve restare compatibile con lo scenario più basso per una settimana. E' stato stabilito dal ministero per far chiarezza sulla stratificazione dei diversi provvedimenti nel tempo.

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La mappa dei colori dal 6 aprile

Zona rossa: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle Aosta.

Zona arancione: Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, PA Bolzano, PA Trento, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto.

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Cosa può cambiare dal 13 aprile

Venerdì scorso sono rimaste in rosso nove regioni/Province autonome. Emilia Romagna (296), Friuli Venezia Giulia (331), Lombardia (269), Piemonte (337), Puglia (319), Toscana (261) e Valle d'Aosta (427) perché tutte hanno superato i 250 casi settimanali. Queste regioni (tranne la Val d'Aosta) avevano invece un indice Rt puntuale da zona arancione sotto l'1.25 (Emilia Romagna 0.83, Friuli Venezia Giulia 0.98, Lombardia 0.89, Piemonte 0.96, Toscana 1.98, Puglia 1.09). Se pertanto il prossimo monitoraggio (il 9 aprile) dovesse confermare un Rt sotto 1.25 e un livello di rischio compatibile sarebbero 14 giorni da zona arancione e se l'incidenza dei casi calasse sotto i 250 potrebbero passare in zona arancione dal 13 aprile (qui le differenze tra le due zone). Dipenderà, insomma, dai dati di questa settimana. Ma se fino a venerdì la partita sembrava rimandata al 20 aprile, qualche speranza per tornare arancioni già dal 13 per queste regioni c'è. 

In rosso c'è anche Campania che nell'ultimo monitioraggio aveva un indice Rt puntale superiore a 1.25 e dovrebbe quindi aspettare fino al 20 aprile. La Val d'Aosta con un rischio medio aveva però anche un Rt molto alto.