Roma, 11 marzo 2021 - Tutto lascia ritenere che domani l'Italia virerà ancor più verso il rosso e l'arancione. I colori delle regioni dipenderanno dai dati che saranno inviati oggi a Roma . "Il presidente dell'Iss Brusaferro ci fornirà dei dati aggiornati. Le decisioni devono essere sostenute da dati il più possibile aggiornati - ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza - c'è la novità rappresentata dalla variante inglese, più contagiosa del 35-40%, ma anche di quelle brasiliana e sudafricana e questo ha consentito al virus di diffondersi piùvelocemente. La richiesta degli scienziati è assumere misure più rigorose, dovremo valutare con attenzione i numeri e adottare misure proporzionali".

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Lombardia a rischio zona rossa

Corre verso una sempre più probabile zona rossa la Lombardia. Siamo a 310 contagi, rispetto ai 252 di venerdì scorso. Un indice trainato dal trend nel Bresciano dove l'incidenza è arrivata a 580.  "La situazione è critica", ha detto ieri mattina Antonio Pesenti, responsabile Terapie intensive della Regione Lombardia. "Il numero di malati ricoverati in terapia intensiva - ha spiegato - è alto, e il problema è che continua a crescere".  Come ha ammesso il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, la situazione "è aggravata dal fatto che questo virus sia molto più veloce e rapido". Fontana ha osservato che "l'arancione rafforzato che abbiamo preso noi è già una misura importante ai fini del contenimento", ma aggiunto che "se il governo decide diversamentele decisioni vanno prese con la massima urgenza". 

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Piemonte a rischio

Nella stessa direzione sembra andare il Piemonte. L'Indice Rt è salito a 1,41, secondo quando ha anticipato il il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Con i dati che continuano a peggiorare e l'occupazione degli ospedali che supera le soglie di guardia sia in terapia intensiva (36%) sia negli altri reparti (42), l'Unità di crisi ha disposto lo stop ai ricoveri no Covid negli ospedali di tutto il Piemonte. "Istituire subito in Piemonte la zona rossa", chiede  l'Ordine dei medici di Torino che sottolinea "la situazione epidemiologica attuale in Piemonte vede un costante aumento, giorno dopo giorno, dei contagi e dei ricoveri per Covid-19, con il concreto rischio di saturazione dei reparti ospedalieri. In queste ore a livello nazionale e a livello locale è in corso una discussione sull'opportunità di istituire una ' zona rossa' nella nostra regione a partire dalla prossima settimana. Come Ordine riteniamo che debba partire immediatamente: aspettare ancora altri giorni prima di procedere con nuove misure, che in ogni caso dovranno essere adottate, non ha alcuna logica né dal punto di vista sanitario né da quello economico e sociale" .

Emilia Romagna zona arancione solo sulla carta

L’Emilia-Romagna è formalmente ancora arancione. Ma di fatto lo sono solo le province di Parma, Piacenza e Ferrara. Infatti, in base alle ordinanze regionali, sono già rosse le province di Bologna, Modena, Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna, con Reggio-Emilia in arancione scuro. La regione sembra destinata  a colorarsi tutta di rosso, sia perchè siamo a quota 438 nuovi positivi ogni 100mila abitanti (contro i 342 dell’ultimo monitoraggio Iss) sia perchè il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva è salito al 40%. Ma toccherà al ministero della Salute decidere. 

Toscana e Friuli Venezia Giulia in bilico

La Toscana è in bilico anche se i contagi sono ancora sotto la soglia critica di 250 ogni 100mila abitanti. "I dati sull'andamento dell'epidemia in Toscana sono sostanzialmente da zona arancione" ma "al limite": "in Toscana i dati sul contagio del Coronavirus sono in incremento, ma la curva sembra che tenda sempre piu' alla stabilità e riteniamo che la situazione sia ancora sotto controllo": avverte il presidente della Toscana Eugenio Giani, che spiega però di "rimettersi alle decisioni del Cts". 

Pure il Friuli Venezia Giulia rischia di passare dall'arancione al rosso. "La situazione non ci lascia tranquilli», ha detto  il presidente del Fvg Massimiliano Fedriga. 

Marche, ospedali sotto pressione

Anche le Marche, con quattro province in zona rossa da ieri e con le strutture sanitarie messe sotto pressione dalla terza ondata Covid-19 (760 ricoveri) sono a rischio zona rossa.  «L'occupazione dei posti letto in terapia intensiva - ricorda l'assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini - ha superato da giorni la soglia critica del 30%, come pure l'occupazione dei posti in area medica che dovrebbe essere al 40 %  e supera il 50%".  "La situazione qui è complicata, nelle ultime settimane abbiamo assistito a un'impennata della curva e ci troviamo con 4 province su 5 in zona rossa. La provincia di Ancona lo è da oltre 15 giorni, da sabato in zona sa anche quella di Macerata" ha detto il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. "La mia opinione - ha però aggiunto il governatore - è che i provvedimenti debbano essere presi a carattere regionale e provinciale, non misure indiscriminate e generalizzate laddove in alcune regioni non c'è necessità". 

Lazio e Puglia, dal giallo all'arancione

Lazio e Puglia sono invece a forte rischio di passare in arancione. "Credo - ha affermato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano - che ci siano le premesse per l'adozione da parte del governo di un passaggio in zona di rischio più elevata, con misure più stringenti per le province di Bari e di Taranto rispetto al resto della Puglia, che comunque è in generale peggioramento. La terza ondata sta arrivando anche in Puglia. Al ministro Speranza preannuncio, in una lettera, che stiamo superando tutti i parametri, la crescita dell'epidemia è vorticosa, mai vista. Spingeremo i sindaci ad adottare misure antiassembramento e probabilmente il governo si accinge a un passaggio da zona gialla a zona arancione o addirittura rossa in alcune aree". Ed Emiliano si è già mosso di sua sponte.  Con "decorrenza immediata" e sino al 6 aprile in Puglia, recita una ordianza firmata dal governatore ieri sera , "è vietato lo stazionamento all'aperto, presso gli spazi antistanti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, le piazze, le pubbliche vie, i lungomare e i belvedere, se non si è in solitudine o non si è in compagnia di persone che fanno parte del proprio nucleo familiare o convivente, se non per usufruire di servizi essenziali".

Liguria e Sicilia

E anche la Liguria rischia l'arancione. "Avremo modo di approfondire i numeri alla luce del bollettino settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità. La nostra regione - ha sottolineato ieri il governatire Giovanni Toti - da qualche settimana è a cavallo tra la zona gialla e arancione e vedremo la valutazione degli elementi di rischio, l'Rt e la collocazione della regione nella fascia di rischio". 

La Sicilia dovrebbe restare zona gialla ma ieri sera sono arrivate cinque nuove 'zone rosse': scatteranno da venerdì per i prossimi 15 giorni. Le nuove restrizioni riguardano i comuni di Altavilla Milicia e San Mauro Castelverde, nel Palermitano; Montedoro, in provincia di Caltanissetta; Portopaolo di Capo Passero, nel Siracusano; Raffadali in provincia Agrigento. Lo prevede la nuova ordinanza del presidente della Regione, Nello Musumeci. Nello stesso provvedimento, in attuazione del nuovo Dpcm, Musumeci dispone la chiusura delle scuole (da lunedì 15 a sabato 20 marzo) in 24 Comuni. In base al report dell'assessorato alla Salute, infatti, sono stati superati i 250 casi positivi al Covid su 100mila abitanti. I comuni sono Acate, in provincia di Ragusa; Alessandria della Rocca, Caltabellotta, Camastra e Raffadali, nell'Agrigentino; Altavilla Milicia, Isola delle Femmine, San Mauro Castelverde, Torretta, Villabate e Ventimiglia di Sicilia, in provincia di Palermo; Castell'Umberto, Cesarò, San Teodoro e Sant'Alessio Siculo, nel Messinese; Delia, Milena, Montedoro, Mussomeli, Riesi, Serradifalco, Vallelunga Pratameno e Villalba, in provincia di Caltanissetta; Portopalo di Capo Passero, nel Siracusano. Dal 25 febbraio sono zona rossa per il covid i comuni di San Cipirello e San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo: la misura restrittiva dovrebbe terminare oggi.