Italia divisa in zona gialla, aracione e rossa
Italia divisa in zona gialla, aracione e rossa

Roma, 15 gennaio 2021 - Con i nuovi criteri sarà più facile finire in zona arancione e rossa. Pur confermando a grandi linee il sistema basato su zone di rischio e nonostante la creazione (teorica) delle zone bianche, le Regioni avranno maggiore probabillità di essere inserite nel sistema di restrizioni basate sulle ben note fasce gialle, arancioni e rosse.

Colori regioni: Lombardia, Sicilia e Bolzano zona rossa

ARRIVANO (SULLA CARTA) LE ZONE BIANCHE

Il nuovo Dpcm istituisce una area “bianca”, dove si collocano le regioni con uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio “basso” e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100mila abitanti. A oggi nessuna regione ha dati cosi buoni per accedervi, ma la speranza e che in alcune settimane le situazione possa cambiare.

I 21 CRITERI

La suddivisione tra regioni rosse, arancioni e gialle dipende una serie di fattori e in primis dai 21 parametri introdotti lo scorso aprile ed esaminati ogni settimana dalla Cabina di Regia. Gli indicatori sono raggruppati in tre gruppi. Il primo valuta la capacità di raccolta dati di ciascuna Regione, a partire dal numero dei casi sintomatici notificati ogni mese fino al numero di Rsa con almeno una criticità riscontrata (oltre il 30% del totale scatta l'allerta). ll secondo gruppo si riferisce alla capacità di testare tutti i casi sospetti e di garantire adeguate risorse per “contact tracing”, isolamento e quarantena. Il terzo gruppo riguarda la tenuta del sistema sanitario: la pressione sugli ospedali, il numero di nuovi focolai, il numero di accessi al pronto soccorso per Coronavirus (non dovrebbe andare oltre il 50%), il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva (la soglia di allerta è il 30%), il tasso di occupazione dei posti letto nei reparti "normali" (soglia di allerta al 40%) e, dulcis in fndo, c'è l’indice RT (l’indicatore che misura la velocità di trasmissione del contagio).

IL DOCUMENTO DELL'ISS CON GLI SCENARI

I 21 criteri servono a indicare gli scenari di rischio. Lo scorso ottobre l'Iss ha approvato un documento intitolato 'Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale', che fissa quattro scenari. Il primo prevede "una situazione di trasmissione localizzata sostanzialmente invariata rispetto al periodo luglio-agosto 2020", con RT sotto 1. Il secondo riguarda una "situazione di trasmissibilità sostenuta" con un indice Rt che era compreso tra 1 e 1,25. I terzo scenario individua una "situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo", nella quale il valore dell'Rt regionali fosse compreso tra 1,25 e 1,5. Il quarto sceario, il peggiore, prevedeva valori Rt sopra 1.5.

LA CABINA DI REGIA

I compiti di tirare le fila spetta alla Cabina d Regia, coordinata dal ministero della Salute, che ogni settimana emette un bollettino. Per ogni Regione si fornisce l’incidenza dei casi per 100mila abitanti; il trend settimanale in base ai focolai e ai casi registrati; la classificazione di rischio per aumento di trasmissione (da moderata ad alta); lo scenario di appartenenza (da 1 a 4); la classificazione di rischio per impatto del Covid sui servizi assistenziali; la percentuale di probabilità di superamento entro un mese della soglia critica del 30% per le terapie intensive e del 40% per i posti letto in area medica. Il combinato disposto di questi criteri porta ad una classificazione complessiva del rischio. E pota all'asunzione do prdinanze del ministero della Salute che collocano una Regione in una determinata fascia di rischio.

PIU SEVERE LE SOGLIE DELL'RT (E NON SOLO)

Fra le novità dal 16 gennaio ci saranno nuove soglie RT per l’ingresso nelle fasce - si andrà in zona arancione con Rt 1 (e non più 1,25) o con un rischio complessivo alto e in zona rossa con Rt 1,25 (e non più 1,50).  Non solo. Possono diventare arancioni le Regioni "nel cui territorio si manifesti una incidena settimanale dei contagi sueriore a 50 casi ogni 100 mila abitant e che si collocano in un scenario d tipo 2 e con un livello di rischio almeno moderato" oppure che "si collocano in un scenario di tipo 1 e con un livello di rischio alto". Posono invece diventare zone rosse le Regioni "nelle quali si manifesti una incidenza dei contagi superiore a 5 per 100.000 abitanti e che si collocano inuno scenario almen di tipo 3 e con un livello di rischio almeno moderato.Il permanere nelle ripsettive zone di assegnazone è sempre di 14 giorni.