Giovedì 18 Aprile 2024

Codice della strada, le famiglie delle vittime: "Pedoni e ciclisti meno tutelati. Stop alla legge"

Valanghe di email ai senatori per bloccare il Ddl Piccioni (Associazione familiari e vittime): "I limiti devono tenere conto del contesto stradale"

Roma, 28 marzo 2024 – Una ‘mail bombing’, con oltre mille comunicazioni inviate da una serie di associazioni agli indirizzi dei senatori, per chiedere il blocco del Ddl sul codice della strada, approvato alla Camera e che ora passerà all’esame di Palazzo Madama. Nel testo delle mail si legge che la nuova legge "complessivamente renderà le nostre strade ancora più pericolose".

Codice della strada, protesta famiglie delle vittime (Ansa)
Codice della strada, protesta famiglie delle vittime (Ansa)

È così avvocato Fabio Piccioni? (rappresentante legale dell’Afvs, associazione famliari e vittime della strada,ndr)

"Una premessa: il codice della strada attuale è stato modificato 187 volte. Considerato che è in vigore da trent’anni questo dimostra che, a tutt’oggi, è inidoneo a svolgere un’azione deterrente rispetto al drammatico tributo di incidenti che ogni anno siamo chiamati a pagare. Una riforma, a nostro avviso, era un atto dovuto, tant’è che l’associazione è stata invitata ben due volte in audizione alla nona commissione trasporti della Camera per dare un contributo. Peccato però che non abbiano tenuto conto dei nostri suggerimenti"

Di quali suggerimenti si trattava?

"Manca una rimodulazione dei limiti sensibile verso l’utenza vulnerabile. Per intendersi, un limite identico in un centro abitato e in una circonvallazione non va bene. In più, nella bozza del decreto c’è un combinato ‘mortale’: da un lato si limita la velocità, dall’altro si va a restringere le modalità di accertamento. Una miscela esplosiva, soprattutto per pedoni e ciclisti che sono, appunto, i più vulnerabili pin strada".

Fabio Piccioni, avvocato associazione familiari e vittime della strada
Fabio Piccioni, avvocato associazione familiari e vittime della strada

Cosa si dovrebbe fare?

"Non ci può essere un limite generalizzato: 50 all’ora in un centro abitato non possono essere i soliti 50 sulla circonvallazione. Se aumenti o limiti questa velocità, lo devi motivare con la morfologia del contesto stradale; insomma, vorremmo una maggiore attenzione non in generale su tutta la città, ma in determinate zone in cui è opportuno ridurre e altri in cui invece è opportuno lasciarli entro i limiti previsti dalla legge".

Poi?

"Ce ne è un altro che riguarda la guida in stato di alterazione da stupefacenti. Capisco lo scopo deterrente della norma, ma qui si va a togliere un presupposto importante, cioè la verifica dell’alterazione. In sostanza, se qualcuno ha assunto uno stupefacente una settimana fa, oggi le analisi delle urine ci dicono che è ancora positivo, tuttavia non è in stato di alterazione. In questo modo rischia di essere punito anche chi ha assunto sostanze psicotrope legali, perché casomai ne aveva bisogno".

Cosa chiedete ai Senato?

"Di rivedere l’entrata in vigore del nuovo codice della strada. Non è stata recepita neppure la sollecitazione ad introdurre l’omicidio stradale anche per chi guida con il telefonino in mano".

E se il Senato non si ferma?

"Il Parlamento è sovrano, ma laddove poi venissero varate delle norme a rischio illegittimità, le associazioni faranno sentire la loro voce".

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