di Elena G. Polidori Avanti con i cocktail. Nel giorno in cui l’Ema, attraverso il coordinatore della task force vaccini, Marco Cavaleri, ribadisce che per l’agenzia la posizione su AstraZeneca "non è cambiata" e che il vaccino resta raccomandato "nella popolazione dai 18 anni in su alla luce di un rapporto rischi-benefici", dal ministero della Salute arriva invece un diktat perentorio: la seconda dose degli under 60 si farà solo con Pfizer e Moderna. E che le Regioni si allineino al "messaggio chiaro" su AstraZeneca, per il quale "era vigente" una raccomandazione. Le indicazioni vanno assunte, sostiene ancora Speranza, "tutte pienamente" e nessun timore ci deve essere per il mix di vaccini "già usato in altri Paesi" e che gli studi indicano dare...

di Elena G. Polidori

Avanti con i cocktail. Nel giorno in cui l’Ema, attraverso il coordinatore della task force vaccini, Marco Cavaleri, ribadisce che per l’agenzia la posizione su AstraZeneca "non è cambiata" e che il vaccino resta raccomandato "nella popolazione dai 18 anni in su alla luce di un rapporto rischi-benefici", dal ministero della Salute arriva invece un diktat perentorio: la seconda dose degli under 60 si farà solo con Pfizer e Moderna. E che le Regioni si allineino al "messaggio chiaro" su AstraZeneca, per il quale "era vigente" una raccomandazione. Le indicazioni vanno assunte, sostiene ancora Speranza, "tutte pienamente" e nessun timore ci deve essere per il mix di vaccini "già usato in altri Paesi" e che gli studi indicano dare una risposta immunitaria "anche migliore".

Parole che, tuttavia, non riescono a mettere davvero ordine nel caos generato dal nuovo parere dell’Aifa e Cts sull’uso – per gli under 60 – dei vaccini basati sull’adenovirus. Anche i cittadini sono confusi, soprattutto i 900mila che hanno già effettuato la prima dose con AstraZeneca e sono in attesa del richiamo. Le Regioni che da un lato sono costrette a rivedere la campagna vaccinale e dall’altra, in alcuni casi, chiedono maggiore chiarezza sulla seconda dose ‘eterologa’ (come ha fatto la Lombardia), oppure puntano i piedi e si ribellano, come ha fatto ieri la Campania per voce del suo governatore, Vincenzo De Luca (in foto): "Niente mix di vaccini, la Regione Campania ritiene necessario fare scelte chiare – ha sbattuto i pugni sul tavolo, come di consueto – non somministreremo più dosi di vaccino a vettori virali, a nessuna fascia di età. Proseguono Pfizer e Moderna. Chi ha fatto la prima dose di AstraZeneca sopra i 60 anni, può completare il ciclo con AstraZeneca. Per i soggetti sotto i 60 anni non si somministrano vaccini diversi dalla prima dose, sulla base di preoccupazioni scientifiche che invieremo al Governo. Sollecitiamo risposte senza le quali manterremo la linea di rifiuto del mix vaccinale".

D’altra parte è ancora fresca l’emozione per la morte della giovane Camilla Canepa. "Il piano Figliuolo – assicura il premier Mario Draghi – deve continuare e non ci sono incertezze e timori che la campagna vaccinale non possa andare in porto". "Il ministro Speranza ha specificato come comportarsi con i vaccini AstraZeneca e le seconde dosi, la situazione è chiara", ha proseguito, sottolineando ancora che per quanto riguarda la decisione di somministrare AstraZeneca anche agli under 60 "è molto complicato ricostruire le responsabilità – ha spiegato – io penso che sia una situazione in evoluzione, così complicata. L’iniziativa degli open day garantiva a tanti di vaccinarsi subito, la raccomandazione del Cts era di usare AstraZeneca solo per una certa età, ma sono stati usati per tutti perché le case farmaceutiche non mettono questa indicazione".

Gli esperti, però, non sono davvero tutti unanimi sulla scelta del ’mix’. Per il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco questa scelta andrebbe comunque affrontata con un atteggiamento di cautela, ma visto che la decisione è stata presa da parte del governo, allora sarebbe meglio muoversi "tutti in modo compatto, perché elementi di distonia fra regioni creano ancora maggiore disaffezione ai vaccini da parte delle persone "e sarebbe oggi più che mai opportuno – conclude Pregliasco – un comportamento omogeneo". Sulla stessa posizione di Speranza, invece, è Sergio Abrignani, immunologo dell’Università di Milano e membro del Cts. La vaccinazione eterologa, sostiene l’esperto, "non è una sperimentazione. La combinazione di due vaccini è sicura e anzi migliora la risposta immunitaria". Per questo, Abrignani definisce una "stupidaggine" il dire che si è cavie a fronte del ricorso al mix vaccinale.