Greta Thunberg, 18 anni, attivista svedese contro il cambiamento climatico
Greta Thunberg, 18 anni, attivista svedese contro il cambiamento climatico
di Alessandro Farruggia Gli Stati Uniti sono tornati a bordo delle trattative sul clima e, archiviato il negazionismo di Donald Trump, fanno sul serio. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato nel summit dei leader per il clima da lui organizzato l’intenzione di aumentare l’impegno degli Usa con un taglio delle emissioni fra il 50 e il 52% entro il 2030 con l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Per il secondo emettitore mondiale di gas serra è un significativo passo avanti anche rispetto agli impegni assunti dall’amministrazione Obama, che non era andato oltre una riduzione fra il 25 e il 28%...

di Alessandro Farruggia

Gli Stati Uniti sono tornati a bordo delle trattative sul clima e, archiviato il negazionismo di Donald Trump, fanno sul serio. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato nel summit dei leader per il clima da lui organizzato l’intenzione di aumentare l’impegno degli Usa con un taglio delle emissioni fra il 50 e il 52% entro il 2030 con l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Per il secondo emettitore mondiale di gas serra è un significativo passo avanti anche rispetto agli impegni assunti dall’amministrazione Obama, che non era andato oltre una riduzione fra il 25 e il 28% entro il 2025, pari a un -38% al 2030. "La scienza – ha detto Biden – è innegabile, gli scienziati ci dicono che questo è il decennio decisivo, il decennio in cui si devono prendere le decisioni per evitare le conseguenze più catastrofiche della crisi climatica". "La risposta alla sfida – ha aggiunto – richiede la mobilitazione di investimenti in una scala senza precedenti. Ma si tratta di investimenti che pagheranno significativi dividendi: sono l’opportunità di creare milioni di posti di lavoro". "Esorto i leader – ha detto il Papa in un videomessaggio – ad agire con coraggio e a operare con giustizia e verità. Entrambe le catastrofi globali, il Covid e il clima, dimostrano che non abbiamo più tempo per aspettare. È ora di agire, siamo al limite".

E la mossa dell’America ha trovato risposte a tono. Il primo ministro britannico Boris Johnson ha annunciato un target ancora più ambizioso di quelo Usa: tagliare le emissioni del Regno Unito del 78% (contro il 68% precedentemente indicato) entro il 2035 rispetto ai livelli del 1990. Tokyo ha invece promesso una sforbiciata ai gas serra del 46% (dal 26%) rispetto al 2013 mentre l’UE si è impegnata mercoledì a far scendere le emissioni del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. E anche l’Italia c’è, con il target fissato dall’UE. "Con gli accordi di Parigi ci siamo impegnati a ridurre il riscaldamento globale di 1,5 gradi centigradi, a livelli preindustriali, ma quello che abbiamo fatto è insufficiente – ha sottolineato il premier Mario Draghi – . Con le politiche attuali rischiamo che ci sia un riscaldamento di +3 gradi. Dobbiamo invertire la rotta e farlo subito. Vogliamo agire ora, non avere rimpianti dopo". Anche Macron e Merkel hanno ribadito che l’Europa vuole ancora essere in prima fila. Ma per l’attivista Greta Thunberg, gli impegni sono innadeguati. "I vostri obiettivi – ha detto intervenedo al Congresso Usa – sono insufficienti, siamo indietro di decenni e servono cambiamenti drastici". Chi non è andato oltre gli impegni precedenti è invece il leader cinese Xi Jinping che ha riaffermato l’obiettivo della Cina – primo emettitore mondiale di gas serra – di raggiungere il picco delle emissioni prima del 2030 e la neutralità carbonica entro il 2060. Se ne riparlerà al vertice mondiale sul clima di Glasgow, il prossimo novembre, quando si cercherà di ottenere nuovi tagli alle emissioni della Cina e anche di paesi come l’India e la Russia. Ma il cambio di passo è netto e ora l’obiettivo di contenere il riscaldamento climatico entro i due gradi è un obiettivo sfidante eppure raggiungibile.