Strade allagate a Crotone dopo un forte nubrifagio (Ansa)
Strade allagate a Crotone dopo un forte nubrifagio (Ansa)

Roma, 25 novembre 2020 - Il cambiamento climatico non si percepisce, ma la sua corsa a ritmi sempre più sostenuti è raccontata dai numeri. Numeri da record, che evidenziano come il fenomeno non tenda a rallentare, ma che anzi si manifesta con effetti sempre più pericolosi e impattanti. 

In dieci anni sono stati 946 i fenomeni meteorologici estremi in 507 Comuni italiani. Solo nei primi dieci mesi del 2020, i casi di allegamento da piogge intense sono stati 86, le trombe d’aria 72. Fenomeni in forte aumento rispetto al 2019 e tutti legati al cambiamento climatico. 

È quanto emerge dalle rilevazioni dell’Osservatorio CittàClima di Legambiente e dal rapporto 2020 ‘Il clima è già cambiato’, presentato in un webinar organizzato dall’associazione.

Da Nord a Sud, i fenomeni meteorologici estremi accadono su tutto il territorio del nostro Paese e coivolgono i centri urbani. Clamoroso il caso di Roma dove dal 2010 a ottobre 2020 si sono verificati 47 eventi estremi, 28 dei quali riguardanti allagamenti per piogge intense. E ancora Bari e Agrigento dove sono state rilevate trombe d’aria, o Milano dove sono esondati i fiumi Seveso e Lambro. 

Il Rapporto 2020, 'Il clima è già cambiato'

Legambiente sottolinea come siano "sempre più drammatiche le conseguenze dei danni da trombe d'aria, che nel Meridione sferzano le città costiere, mentre al Nord si concentrano nelle aree di pianura. Più forti e prolungate anche le ondate di calore nei centri urbani" e le alluvioni "con quantitativi d'acqua che normalmente cadrebbero in diversi mesi o in un anno e che invece si riversano nelle strade in poche ore, seguiti sempre più spesso da lunghi periodi di siccità". Ma vediamo nel dettaglio il Rapporto 2020.

Come spiegato nel webinar (organizzato da Legambiente e redatto con il contributo di Unipol, la collaborazione scientifica di Enel Foundatio, Ipra, Legambiente Emilia-Romagna e decine di circoli locali), nell'ultimo decennio, i Comuni italiani hanno visto succedersi 416 casi di allagamenti da piogge intense (di cui 319 avvenuti in città) che hanno determinato 347 interruzioni e danni alle infrastrutture con 80 giorni di stop a metropolitane e treni urbani. 

Il maltempo ha provocato 83 giorni di blackout elettrico e si contano inoltre 14 casi di danni al patrimonio storico-archeologico; 39 casi di danni provocati da lunghi periodi di siccità e temperature estreme; 257 eventi con danni dovuti a trombe d'aria; 35 casi di frane causati da piogge intense e 118 eventi (89 avvenuti in città) da esondazioni fluviali

I morti segnalati dall'Osservatorio CittàClima sono 251, di cui 42 riferiti al solo 2019, in aumento rispetto ai 32 del 2018. 50mila, invece, le persone evacuate in seguito a frane e alluvioni come rivela il Cnr. Sotto la lente d'ingrandimento della mappa di CittàClima, le aree urbanizzate della Penisola, le più popolose e spesso sprovviste di una corretta pianificazione territoriale, nonché le più esposte agli effetti del cambiamento climatico. Come anticipato, in evidenza i casi delle città di Roma (47 eventi estremi) e di Bari (41 eventi di cui una ventina di allagamenti da piogge intense e altrettante trombe d'aria). 

Ad Agrigento, invece, sono stati 31 gli eventi legati ad allagamenti (in 15 casi) e danni alle infrastrutture (in 7 casi) come per i danni da trombe d'aria. Milano, invece, conta 29 eventi in totale e almeno 20 esondazioni tra Seveso e Lambro. Nei dieci mesi del 2020 ci sono stati anche 15 esondazioni fluviali, 13 casi di danni alle infrastrutture, 12 casi di danni da siccità prolungata, 9 frane da piogge intense