Fragole, quest'anno sono maturate un mese prima (Ansa)
Fragole, quest'anno sono maturate un mese prima (Ansa)

Roma, 15 febbraio 2020 - Le pazzie del clima e del surriscaldamento globale si fanno sentire quest'anno anche sulle bancarelle dei mercati. A metà febbraio è tempo di neve, ma visto che l'inverno quest'anno non è mai cominciato, le temperature bollenti portano in regalo le primizie, maturate con oltre un mese di anticipo.

Clima, allarme caldo estremo entro il 2100. Ecco dove

Gennaio bollente, il più caldo di sempre

E così ecco le fave (già raccolte in Lazio con largo anticipo rispetto al tradizionale appuntamento del primo maggio), ecco le fragole pugliesi e i primi asparegi in Veneto. E ancora, sui banchi sbarcano agretti, carciofi romaneschi, erbe spontanee come il papavero, e in Veneto ci sono addirittura già le chiocciole risvegliate prima dal letargo. I golosi gioiranno dei frutti di questa primavera precoce, ma in realtà c'è poco da stare allegri: il caldo record ha mandato in tilt il ritmo delle colture lungo tutta la Penisola. 

Coldiretti, che monitora i mercati degli agricoltori di Campagna Amica, lancia l'allarme: "Il caldo anomalo ha stravolto completamente i normali cicli colturali e di conseguenza anche le offerte stagionali presenti su scaffali e bancarelle in questo periodo dell'anno. Per non cadere nell'inganno del falso Made in Italy è importante verificare sempre l'origine nazionale in etichetta che è obbligatoria per la frutta e verdura e privilegiare gli acquisti direttamente dagli agricoltori nelle aziende o nei mercati di campagna Amica dove i prodotti sono anche più freschi e durano di più".

Il problema è che "La natura è in tilt - sottolinea Coldiretti - e a macchia di leopardo, lungo la Penisola si sono verificate fioriture anticipate delle mimose in Liguria, dei mandorli in Sicilia e Sardegna, dove inizia a sbocciare anche qualche pianta da frutto. In Abruzzo sono in fase di risveglio, con un anticipo di circa un mese, gli alberi di susine e pesche mentre gli albicocchi in Emilia e in Puglia hanno già le gemme che si stanno addirittura aprendo nei noccioleti del Piemonte".

Un clima pazzo, conclude Coldiretti, che non aiuta certamente la programmazione colturale in campagna ma espone le piante anche al rischio di gelate nel caso di brusco abbassamento delle temperature con conseguente perdita delle produzioni e del lavoro di un intero anno.