di Giacomo Bini MONTALE (Pistoia) Don Paolo Firindelli, parroco di Montale, paesino del Pistoiese, ha avuto l’idea di far prenotare le messe di Natale con una app per rispettare il numero massimo di ingressi senza creare assembramenti. Oggi pubblicherà il link della app sul suo profilo Facebook e domani il via alle prenotazioni online. Un’idea che ha ricevuto i complimenti dal Vaticano tanto che Radio Vaticana la rilancerà. Don Paolo...

di Giacomo Bini

MONTALE (Pistoia)

Don Paolo Firindelli, parroco di Montale, paesino del Pistoiese, ha avuto l’idea di far prenotare le messe di Natale con una app per rispettare il numero massimo di ingressi senza creare assembramenti. Oggi pubblicherà il link della app sul suo profilo Facebook e domani il via alle prenotazioni online. Un’idea che ha ricevuto i complimenti dal Vaticano tanto che Radio Vaticana la rilancerà.

Don Paolo come le è venuto in mente di ricorrere a una tecnologia che si usa di solito per le riunioni di lavoro?

"A Montale le messe sono molto frequentate e non volevo ritrovarmi a dire a qualcuno di tornare a casa sulla porta della chiesa. Abbiamo solo 120 posti nella chiesa principale e altri 50 nella chiesetta di San Salvatore. Celebreremo otto messe, due la sera del 24 e sei il 25 di cui una, alle 10, in diretta Facebook".

Lei è un esperto di app e di social?

"Niente affatto, ma penso che nelle situazioni di difficoltà bisogna sapersi reinventare e non stare a lamentarsi e basta. Per la parte tecnica mi ha aiutato Alberto Bini, un giovane ingegnere informatico, rendendo l’iter più semplice".

Ma non ha avuto dei problemi con la privacy?

"Abbiamo pensato anche a quella. I nomi dei prenotati saranno noti solo alla parrocchia. All’ingresso della chiesa i miei collaboratori avranno il compito di accogliere i fedeli prenotati e di accompagnarli alle panche".

E per chi non ha familiarità con computer o smartphone?

"Lasceremo dei posti per le prenotazioni telefoniche o per quelle fatte di persona".

La sua iniziativa ha avuto una grande risonanza.

"È perfino venuta una troupe del Tg1 che ha fatto un servizio sul telegiornale in prima serata. Radio Vaticana e anche dei vescovi irlandesi mi hanno chiamato per avere informazioni. Ho ricevuto richieste d’aiuto anche da Salerno".

Ma la tecnologia non potrà comunque ridarci la messa di mezzanotte.

"Un momento, la liturgia dice che la messa dev’essere di notte, cioè quando è buio, e non a mezzanotte. Io del resto in parrocchia la dicevo alle 23. E poi guardi, è vero che sarà un Natale differente dagli altri, ma non è detto che sarà peggiore, anzi bisogna saper trasformare le criticità in risorse e un po’ di sobrietà non fa male".