Genova, manifestazione organizzata dal centro antiviolenza sulle donne Mascherona (Ansa)
Genova, manifestazione organizzata dal centro antiviolenza sulle donne Mascherona (Ansa)

Roma, 20 febbraio 2021 - "Clara due settimane fa si era andata a pagare il funerale. Non voleva gravare sull'anziano padre e sul figlio. Forse aveva capito che sarebbe finita male". Sono agghiaccianti le confessioni del commesso che lavorava saltuariamente nel negozio di Clara Ceccarelli, la negoziante uccisa ieri pomeriggio in pieno centro a Genova, dal suo ex compagno Renato Scapusi, 59 anni. Secondo quanto si apprende, la vittima solo poche settimane fa si sarebbe iscritta ad una società dando disposizioni in vita per la propria cremazione e la destinazione a un luogo di sepoltura di cui sarebbe stata concessionaria. L'uomo la perseguitava da quasi un anno, dalla fine della loro relazione, anche se "non risultano denunce a suo carico o altri procedimenti", ha spiegato il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi.

Mentre Scapusi si trova da ore nel carcere genovese di Marassi, dov'è accusato di omicidio volontario, si cerca ancora l'arma con la quale è stato compiuto l'omicidio e nelle prossime ore verranno sentiti anche i colleghi della donna, negozianti della zona, che da tempo raccoglievano l'allarme e i timori per il comportamento dell'ex compagno. Il quadro emerso è quello di una situazione tesa e persecutoria, che andava avanti da tempo. Uno dei negozianti, commerciante di pantofole di 69 anni, racconta di non aver "sfortunatamente sentito nulla, altrimenti saremmo intervenuti". "Ma Renato - ha proseguito il negoziante - ha aspettato che venisse sera e che se ne andasse il ragazzo dal negozio". "Io Clara la conoscevo bene, era una donna meravigliosa - ha aggiunto -. E purtroppo conoscevo anche Renato, di lui avevamo tutti paura, aveva fatto a Clara tantissimi torti e lei l'ha sempre denunciato. E questa cosa andava avanti da molto tempo. Adesso mi auguro che la giustizia lo tenga dentro".

Il pubblico ministero, Giovanni Arena, ha disposto la perizia psichiatrica sull'assassino: l'incarico verrà conferito lunedì al medico Gabriele Rocca, mentre lunedì pomeriggio il medico legale Lucrezia Mazzarella eseguirà l'autopsia.

Intanto oggi via Colombo, luogo in cui è avvenuto il femminicidio, si è riempita di rose, tulipani e i messaggi di chi conosceva Clara. La saracinesca del negozio di pantofole è stato nascosta da uno striscione rosa con su scritto: "Non è un raptus ad ucciderci. Basta crederci". In duecento, per la quasi totalità donne, hanno reso omaggio all'ennesima vittima di femminicidio, con un presidio organizzato dal centro antiviolenza Mascherona di Genova: "Siamo sconvolte per quello che è successo a pochi passi da noi - ha detto Manuela Caccioni, responsabile del centro antiviolenza Mascherona -, ma non siamo stupite. Sono già 13 le donne uccise nel nostro Paese da inizio anno. L'uccisione di Clara è un'ulteriore triste conferma di un fenomeno purtroppo sempre attuale e diffuso e che ci obbliga ancora una volta a una riflessione e ad una assunzione collettiva di responsabilità".