Roma, 12 giugno 2019 - Dopo averci pensato, aver consultato la Farnesina e aver fatto svolgere indagini accurate dal ministero dell’Interno, Matteo Salvini ha portato ieri in Consiglio dei ministri la proposta di concedere la cittadinanza per meriti speciali ai due giovani eroi del bus dirottato a San Donato Milanese il 20 marzo: Ramy Shehata e Adam El Hamami, i due ragazzi di origine egiziana della scuola media Vailati di Crema.

"Con il loro coraggioso comportamento – c’è scritto nella motivazione del Viminale, che farà da base all’iter di concessione – erano riusciti a sventare il 20 marzo scorso il tentativo di dirottamento dello scuolabus". "È un grande dono – ha commentato a caldo il giovane Adam che ha mandato un messaggio a Ramy attualmente in vacanza in Egitto – avevo cominciato a perdere la speranza perché nessuno ne parlava più. Invece a mezzogiorno mi hanno chiamato per dirmelo. I miei amici italiani mi hanno fermato mentre tornavo dal campetto per condividere con me la buona notizia. Nella vita quotidiana non cambia nulla perché noi siamo tutti uguali, ma è un grande riconoscimento e mi risolverà tanti problemi di documenti". Adam ha voluto ricordare anche le "tante persone che sono nate in Italia e ancora non vengono riconosciute come italiane: se sono nati qua, studiano qua, dovrebbero avere la cittadinanza", ha affermato.

Salvini, dunque, ha cambiato definitivamente idea e nella richiesta ha scritto di ritenere "che i giovani abbiano reso eminenti servizi al nostro Paese e abbiano contribuito, con il proprio gesto di alto valore etico e civico, a sventare la tentata strage, posta in essere il 20 marzo 2019 ai danni di 50 ragazzi sullo scuolabus in marcia lungo la strada provinciale Paullese in San Donato Milanese". Oltre alla proposta della cittadinanza a Ramy e Adam, Salvini consegnerà la medaglia d’oro al valor civile alla scuola: "Con straordinario coraggio ed eccezionale spirito di iniziativa il personale docente e non docente e i 51 studenti fronteggiavano il conducente dell’autobus allertavano i Carabinieri e riuscivano a liberarsi. Splendido esempio di generosa solidarietà e straordinaria abnegazione, orientati alla difesa del più alto valore della vita umana". La proposta passerà al Quirinale con Mattarella che, in questi casi, si limiterà a firmare quanto già approvato dal cdm.

Una storia a lieto fine, si direbbe, ma va ricordato che la proposta era stata oggetto di numerosi cambi d’opinione del ministro dell’Interno. "Sì alla cittadinanza a Ramy perché è come se fosse mio figlio e ha dimostrato di aver capito i valori di questo paese, ma il ministro è tenuto a far rispettare le leggi", aveva detto Salvini il 26 marzo, sottolineando poi il pensiero su Twitter: "Altro che ius soli e cittadinanze in regalo, occorrono rispetto e controlli", ribadendo poi che non c’erano "gli elementi per concedere" la cittadinanza a Ramy adducendo "numerosi precedenti penali" di un parente del ragazzino. Alla fine quegli "elementi" sono stati trovati e le perplessità superate.