Ciro Grillo in una foto postata su facebook
Ciro Grillo in una foto postata su facebook

Roma, 28 aprile 2021 - "Abbiamo appreso che frammenti di video intimi vengono condivisi tra amici, come se il corpo di nostra figlia fosse un trofeo: qualcosa che ci riporta a un passato barbaro che speravamo sepolto". Così - attraverso il loro legale Giulia Bongiorno - i genitori della studentessa presunta vittima di stupro, che, secondo le accuse, sarebbe stato compiuto da Ciro Grillo , figlio del fondatore M5s, e altri amici. 

"Non è facile rimanere in silenzio davanti alle falsità che si continuano a scrivere e a dire sul conto di nostra figlia - è lo sfogo della coppia -, aggiungendo dolore al dolore: il nostro e il suo. D'altro canto, sarebbe fin troppo facile smentirle sulla base di numerosi atti processuali che sconfessano certe arbitrarie ricostruzioni e che, per ovvie ragioni, non possono essere resi pubblici".   

"Confidiamo - hanno concluso i genitori della giovane - nel fatto che tutto questo fango sarà spazzato via facendo emergere la verità. In ogni caso, la fiducia nella giustizia e il rispetto per le istituzioni - che ci hanno guidato finora e che continueranno a guidarci in futuro - non significano che siamo spettatori passivi: abbiamo conferito mandato al nostro legale di agire in sede giudiziaria contro tutti coloro che a qualsiasi titolo partecipano e parteciperanno a questo deplorevole tiro al bersaglio". 

Si aggravano accuse per alcuni indagati

Si aggrava la posizione di alcuni dei quattro giovani indagati per lo stupro di gruppo su una ragazza nella villa di Beppe Grillo, in Costa Smeralda. Come apprende l'Adnkronos, la Procura di Tempio Pausania, che indaga per violenza sessuale di gruppo, sta ridefinendo in queste ore i capi di imputazione per alcuni degli indagati. In particolare, viene modificato il secondo capo di imputazione, che riguarda una serie di foto e di frame in cui si vedono a tratti due, a tratti tre ragazzi, con i genitali scoperti appoggiati sul capo dormiente della seconda ragazza, R.M, l'amica di S.J.

Legale indagato: prematuro decidere su rito abbreviato

"Nessun rinvio a giudizio è stato notificato". La conferma arriva dall'avvocato Gennaro Velle, legale di Francesco Corsiglia che, insieme a Ciro Grillo e ad altri due ragazzi - Edoardo Capitta e Vittorio Lauria - è indagato per il presunto stupro di gruppo ai danni di una giovane italo-svedese. Secondo quanto riferito dal legale non vi è alcuna spaccatura tra i ragazzi o nel "fronte di difesa" degli avvocati, anche se ovviamente ognuno segue singolarmente il proprio assistito che risponde personalmente delle accuse a lui rivolte. Ad esempio la posizione di Corsiglia, già dichiarata nei giorni scorsi, è che dormiva nel momento del presunto stupro di gruppo. Non essendo ancora stati notificati i rinvii a giudizio, fa notare Velle, "è prematuro" anche sapere oggi se si procederà con un eventuale rito abbreviato o con normale dibattimento. Secondo altre fonti vicine alla Procura, anche l'ipotesi di ulteriori indagini e un re-invio degli acip, (gli avvisi di conclusione indagini già inviati a novembre, ndr) sembra di difficile applicazione.

Garante privacy: "Diffusione video atto illecito"

"In relazione alla circostanza - riferita dai genitori della ragazza presunta vittima di stupro attraverso il loro legale - che frammenti del video, relativo all'oggetto del procedimento penale, vengano condivisi tra amici, il Garante per la protezione dei dati personali richiama l'attenzione sul fatto che chiunque diffonda tali immagini compie un illecito, suscettibile di integrare gli estremi di un reato oltre che di una violazione amministrativa in materia di privacy". Lo scrive il Garante in una nota in merito al caso del presunto stupro, che secondo le accuse sarebbe stato compiuto da Ciro Grillo e altri amici.