Ciro Grillo e l’ipotesi stupro. Oggi il video choc in aula

Tempio Pausania, processo a porte chiuse. La difesa interroga la vittima

La sua legale Giulia Bongiorno aveva parlato di immagini sconvolgenti: "Non so che cosa succederà quando saranno proiettate in aula". Oggi Silvia, la ragazza italo-norvegese che accusa Ciro Grillo e i suoi amici di stupro di gruppo, torna a parlare al tribunale di Tempio Pausania. Due udienze (ce n’è una in programma anche domani) che si preannunciano molto lunghe. In aula dovrebbe arrivare il video girato la notte della presunta violenza. Le difese puntano sulle immagini girate quella notte dai quattro imputati. Grillo junior e i suoi amici hanno sempre sostenuto che i rapporti con la ragazza siano stati consensuali. Quel filmato, secondo i legali, lo dimostrerebbe. "Silvia si è sempre rifiutata di vederlo, ogni volta che gliel’ho chiesto anche per motivi di difesa non ha mai voluto saperne", aveva detto Bongiorno.

A PORTE CHIUSE

Si celebra a porte chiuse. I legali dei quattro ragazzi (oltre al figlio di Beppe gli altri imputati sono Vittorio Lauria, Francesco Corsiglia ed Edoardo Capitta) porteranno chat e fotografie scambiate durante e dopo la notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 nella villetta a Porto Cervo di proprietà di Beppe Grillo. L’ultima udienza è stata sospesa due volte perché la ragazza è scoppiata in lacrime. Silvia (il nome è di fantasia) ha raccontato che dopo lo stupro di gruppo non aveva più voglia di vivere e di aver tentato il suicidio: "Una sera mi misi a correre lungo i binari e volevo lanciarmi contro un treno in corsa. Volevo farla finita", ricorda. Ha parlato anche di atti di autolesionismo e disturbi alimentari. La prima a prendere la parola per proseguire il contro esame sarà l’avvocata Antonella Cuccureddu, legale di Corsiglia.

L’ULTIMA UDIENZA

"Voglio rispondere a tutto", aveva detto Silvia: "Aspetto da 4 anni questo momento". Nella scorsa udienza gli avvocati degli imputati le hanno chiesto di ricostruire minuto per minuto quella sera. Le hanno fatto ascoltare un messaggio di 11 giorni dopo il presunto stupro in cui lei parla di un bar di Milano che non vuole frequentare per non incontrare certi ragazzi. Secondo i legali l’audio dimostrava che la giovane italo-norvegese aveva avuto anche altri fidanzati, a differenza di quello che lei aveva detto al pm Gregorio Capasso. Bongiorno si era sfogata con i giornalisti dopo l’udienza parlando di vittima messa sul banco degli imputati: "Ancora una volta si contesta l’abbigliamento. Come se una tuta-salopette fosse un’armatura. Mi sembra di tornare alla preistoria". Gli avvocati degli imputati avevano respinto le accuse: "Nessuna vittimizzazione secondaria. Le domande servivano solo a confermare le immagini acquisite agli atti".

LE CONTRADDIZIONI

Secondo le difese dalla deposizione della ragazza emergerebbero "tante contraddizioni". Si riprende dalla serata del 16 luglio, quando la ragazza insieme all’amica Roberta e ai quattro imputati aveva trascorso una serata nei locali e poi al Billionaire. Il gruppo si era poi spostato nella villa di Porto Cervo: all’epoca lei e l’amica avevano 19 anni. Al suo ritorno a Milano, dopo otto giorni, la ragazza si è presentata ai carabinieri della Stazione Moscova per denunciare lo stupro di gruppo.