Alla fine anche Giuseppe Conte ha dovuto cedere: dopo aver difeso fino all’ultimo il super ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani (foto), ha dovuto capitolare di fronte alle sue ultime prese di posizione sugli ambientalisti "radical chic" e l’apertura sul nucleare. Il leader M5s ha messo insieme le proteste dei gruppi degli eletti e ha richiamato all’ordine il ministro, pretendendo "un chiarimento sui progetti e le politiche per l’ambiente". E fissa un incontro chiarificatore per il 14 settembre. Le pressioni su Conte si sono fatte sempre più incalzanti dopo mesi di continue proteste da parte dei parlamentari per interventi e dichiarazioni non sempre in sintonia con la transizione propugnata dai 5 Stelle. Nelle commissioni Ambiente di Camera e Senato, la difesa del super ministro (indicato dal Garante del Movimento come una delle questioni dirimenti per appoggiare il governo Draghi) si è fatta sempre più difficile. Alla fine fu lo stesso Grillo a manifestare senza mezzi termini la sua delusione: "Se andiamo avanti così è un bagno di sangue", disse parafrasando proprio il ministro.