Palermo, 8 agosto 2015 - Tragedia a Cefalù (Palermo), dove una coppia di anziani coniugi è stata aggredita brutalmente dai cinghialiSalvatore Rinaudo, 77 anni, è morto dissanguato dai morsi degli animali. Ferita la moglie, 73 anni, dimessa dal San Raffaele Giglio dopo le cure. E' stata proprio Rosa Rinaudo a raccontare cosa sia successo questa mattina sulle colline in contrada Mollo, a quanche chilometro dalla cittadina normanna. 

IL RACCONTO - "Mio marito è uscito con i cani, come fa sempre per una passeggiata. Ho visto che si è fermato perché i cani abbaiavano ad un gruppo di cinghiali", ha spiegato a investigatori e amministratori comunali arrivati in ospedale per sincerarsi delle sue condizioni. La coppia era nella propria casa di campagna. Salvatore Rinaudo ha cercato di mettere i cani in salvo ma è stato assalito dal branco ed è caduto.

Mentre gli animali continuavano a caricarlo, la moglie è intervenuta per difenderlo e per trascinarlo in casa ma è stata a sua volta aggredita. "Mio marito si è messo in mezzo per salvare i cani. - ha aggiunto la donna - A questo punto i cinghiali gli sono saltati addosso. Io per cercare di recuperare il corpo sono uscita fuori e l'ho tirato dentro casa. Mentre cercavo di prenderlo e portarlo in casa sono stata aggredita anche io".

La donna è riuscita comunque a rientrare in casa e a telefonare al figlio che ha subito chiamato i soccorsi. Per il padre, però, non c'è stato niente da fare. Rosa è stata accompagnata in ospedale da un vicino: ha riportato ferite multiple agli arti inferiori e all'addome ma è stata già dimessa.  "Non ci sono parole per descrivere quello che ho visto - racconta - Sono distrutta". 

Da tempo alcuni sindaci delle Madonie, soprattutto quelli dei comuni montani, segnalano i rischi dovuti al numero crescente di ungulati nel territorio. Ora sull'episodio indagano i carabinieri.

DISASTRO ANNUNCIATO - "Un disastro annunciato da tempo sul quale, nonostante le nostre reiterate richieste ben documentate, il legislatore non ha ancora preso gli idonei provvedimenti. Ora il tempo è scaduto", commenta il presidente del Parco delle Madonie Angelo Pizzuto nell'esprimere il suo cordoglio alla famiglia Rinaudo.  

"Ho partecipato - aggiunge - a decine di riunioni e tavoli tecnici, in cui abbiamo proposto, fin dal 2010, l'unico sistema ritenuto idoneo a frenare il proliferare di questi animali ibridi inselvatichiti, e cioè l'abbattimento selettivo supervisionato dalle forze dell'ordine, sul quale abbiamo anche riscosso il favore delle autorità, ma finora nulla è cambiato"

"Ho già parlato con gli assessori di riferimento, Maurizio Croce e Sara Barresi, che si sono detti disponibili ad adottare le soluzioni più idonee e soprattutto celeri - continua Pizzuto - un emendamento in tal senso è già stato depositato in commissione ambiente dall'assessore Croce che ha accolto il nostro grido di allarme". 

IL SINDACO: AVEVAMO CHIESTO ABBATTIMENTO - "Più volte è stato segnalato il pericolo dei cinghiali e per questo è stata chiesta anche una campagna di abbattimento controllato. Ma non è stata mai adottata alcuna misura", conferma il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina che solleva critiche per una gestione, a suo giudizio inadeguata, dell'emergenza nel territorio del Parco. "I sindaci del comprensorio - dice - hanno posto il problema negli incontri che si svolti in varie sedi. Siamo colpiti e profondamente addolorati ma anche molto arrabbiati: da tempo chiediamo che la Regione vari una legge per l'abbattimento controllato di una fauna cresciuta a dismisura". Lapunzina ha proclamato il lutto cittadino per il giorno in cui si svolgeranno i funerali di Salvatore Rinaudo prima di recarsi in ospedale dalla moglie della vittima. 

CROCETTA: PIANO IMMEDIATO - Alla polemica risponde il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta: "Premesso che i parchi attualmente godono di gestione autonoma, occorre definire immediatamente un piano di messa in sicurezza insieme - scrive in una nota -. Nella giunta di lunedì delibereremo in tal senso. Il problema dell'eccessivo popolamento dei cinghiali, già nel ddl sui parchi è affrontato. Chiederemo al presidente della commissione Ambiente di estrapolare l'articolo in modo tale da inserirlo nel primo ddl utile che verrà discusso in aula. Ma intanto un piano di sicurezza immediato".  

ANIMALISTI: NON COLPEVOLIZZARE I CINGHIALI - "Desidero esprimere, a nome dell'Enpa, il nostro cordoglio e la nostra solidarietà ai familiari della vittima, ma al contempo è necessario evitare politiche persecutorie, basate su un'ondata di forte emotività, contro animali colpevolizzati per avere reagito a quello che hanno percepito come un possibile pericolo". Lo dice Carla Rocchi, presidente nazionale di Enpa (Ente protezione animali), che sottolinea come "questo evento così doloroso sia conseguenza della strategia fallimentare seguita in materia faunistica a livello sia nazionale e locale (Regioni e Province)". Una strategia, come Enpa denuncia da anni, "finalizzata non tanto alla gestione scientifica e razionale (ma anche etica) dei selvatici, quanto alla ricerca del consenso dei cacciatori - categoria sempre più minoritaria - attraverso le leve della libertà di sparo, dei ripopolamenti venatori, degli abbattimenti presuntamente selettivi". "Anzitutto è doveroso chiarire che gli animali selvatici non si divertono ad attaccare altri esseri viventi. Nel caso di Cefalù è probabile che il cinghiale fosse un esemplare femmina con cuccioli al seguito - aggiunge Andrea Brutti dell'Ufficio Fauna Selvatica di Enpa - e che essa si sia sentita minacciata dall'avvicinarsi dei cani e dell'uomo, che, per gli ungulati rappresentano dei predatori".  

 

COLDIRETTI: EMERGENZA NAZIONALE - L'episodio di Cefalù  la punta dell'iceberg di una emergenza nazionale provocata dal proliferare senza controllo degli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per un totale stimato in quasi 100 milioni di euro nel 2014, senza contare i casi in cui è stata messa in pericolo la vita delle persone". E' quanto afferma la Coldiretti dopo la notizia dell'aggressione

Proprio nei giorni scorsi gli agricoltori della Coldiretti hanno lanciato un sos alle istituzioni in tutta Italia per una situazione insostenibile che sta provocando l'abbandono delle aree interne da parte della popolazione, con problemi sociali, economici e ambientali - ha affermato il presidente nazionale Roberto Moncalvo - La situazione è grave. Non è più solo una questione di risarcimenti dei danni ma è diventato - precisa la Coldiretti - un fatto di sicurezza delle persone e della vita nelle campagne".