di Alessandro Farruggia Si va verso aperture graduali di teatri e cinema e regole meno rigide per la quarantena nelle scuole. Il Cts si riunirà oggi per dare le indicazioni suI limite di capienza in cinema e teatri, affrontare il nodo delle discoteche e avviare la discussione sulla gestione delle quarantene nelle scuole in caso di positività di uno studente. Ne parliamo con Fabio Ciciliano, membro del Comitato Tecnico Scientifico e medico della Polizia di Stato Dottor Ciciliano, il ministro della Cultura ha chiesto riaperture al 100% per teatri e cinema, Anche le Regioni premono: è...

di Alessandro Farruggia

Si va verso aperture graduali di teatri e cinema e regole meno rigide per la quarantena nelle scuole. Il Cts si riunirà oggi per dare le indicazioni suI limite di capienza in cinema e teatri, affrontare il nodo delle discoteche e avviare la discussione sulla gestione delle quarantene nelle scuole in caso di positività di uno studente. Ne parliamo con Fabio Ciciliano, membro del Comitato Tecnico Scientifico e medico della Polizia di Stato

Dottor Ciciliano, il ministro della Cultura ha chiesto riaperture al 100% per teatri e cinema, Anche le Regioni premono: è realistico arrivarci?

"Noi ci siamo sempre ispirati ad un criterio di progressività. Mi rendo benissimo conto che per un teatro o un cinema recuperare il 100% è una urgenza e credo che anche alla luce dell’ultimo decreto legge sia ormai necessario rivedere le capienze. Sulla percentuale, vediamo. Se il 100% resta l’obiettivo finale, magari prima ci fermeremo a un traguardo intermedio".

Per le discotche ci sarà un altro rinvio?

"Per questi locali il rischio è oggettivamente alto, ne riparleremo quando non saremo più in fase pandemica".

E gli stadi?

"Credo che l’urgenza sia minore che per teatri e cinema. Una partita di calcio al 75% della capienza non è la stessa cosa di un cinema con il riempimento della sala alla stessa percentuale".

L’assessore alla Salute della regione Lazio vorrebbe una riduzione dei tempi della quarantena, e una revisione delle sue modalità, nelle scuole. Tra le ipotesi c’è quella di mettere in quarantena solo i contatti stretti dello studente positivo e ridurre la durata della quarantena. Lei che ne pensa?

"Oggi i dipartimenti di prevenzione dell ASL prendono decisioni caso per caso per isolamento e quarantena, e lo fanno sulla base di indagini epidemiologiche. Modifiche alle linee guida sono possibili, ma vanno valutate con attenzione. Sui contatti stretti, ad esempio, bisogna capire quali sono. I vicini di banco? Difficile limitarsi a quelli, i ragazzi si muovono, parlano tra di loro, giocano. Tutta una classe, o quasi, è di fatto un contatto stretto. La vedo molto complicata prendere misure di quarantena per gruppi specifici dentro una classe".

E relativamente alla possibilità di ridurre la quarantena dagli attuali 712 giorni a 5 giorni?

"Non sono comntrario. Se si riesce a fare un tampone al termine di cinque giorni, può avere un senso ridurre la quarantena a cinque giorni, altrimenti è un azzardo pericoloso. Servirebbe solo per non chiudere le classi per troppo tempo ma poi rischierebbe di produrre decine di casi positivi. Quindi quello è a mio avviso il discrimine è: assicurare il tampone a fine quarantena. Il Lazio lo ha proposto perché evidentemente ritiene di poter fare i tamponi, bisognerà vedere se le altre regioni sono nelle stesse condizioni".

Per ora però la riapertura della scuola non ha creato problemi.

"Aspettiamo a trarre conclusioni, i dati sull’effetto della riapertura sulla circolazione virale lo vedremo con i dati della prossima settimana".