Cig (Newpresse)
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Roma, 6 marzo 2021 - Le simulazioni condotte dal Servizio Lavoro, Coesione e Territorio della UIL sulle perdite in busta paga di 7 milioni di lavoratori dipendenti in cassa integrazione sono pesanti: mancano 1.243 euro netti pro-capite annui, tra riduzione dello stipendio e mancati ratei di tredicesima e quattordicesima. 

La UIL, elaborando dati Inps, ha scoperto che 8,7 miliardi di euro in meno, al netto dell'Irpef nazionale e delle addizionali regionali e comunali, sono arrivati in tasca ai dipendenti che nell'anno 2020 sono stati in cassa integrazione a causa del Covid-19.

Nelle simulazioni condotte dal servizio Lavoro, Coesione e Territorio della Uil emerge: un dipendente in cassa integrazione per tre mesi a zero ore (con un reddito lordo annuo 20.980), perderebbe 1.611 euro netti annui; con sei mesi di cassa integrazione, perderebbe 3.229 euro netti annui; con nove mesi di cassa integrazione la riduzione sarebbe di 4.898 euro netti annui; con dodici mesi la riduzione salirebbe a 6.611 euro annui. 

Quindi con circa 4,3 miliardi di ore di cassa integrazione autorizzate nell'anno 2020, un record, i 7 milioni di beneficiari mediamente hanno perso 1.243 euro netti pro-capite annui. Ivana Veronese, segretaria confederale Uil, spiega:  "In due mesi le buste paga si sono alleggerite mediamente dal 9,6% al 39%, a seconda delle ore di cassa integrazione".

La Lombardia è la reggione con maggior perdita delle retribuzioni nette, pari al 25,5% del totale nazionale (2,2 miliardi di euro). Seguono il Veneto (oltre 964 milioni di euro netti), l'Emilia Romagna (840 milioni di euro netti) e il Piemonte (745 milioni di euro netti). 

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