Continuano lentamente a salire i pazienti positivi al Coronavirus in Italia, ma le Regioni rispondono in apparente dissonanza, con un colpo al cerchio e uno alla botte. Con la notevole eccezione del Lazio, le Regioni chiedono al governo di riaprire parzialmente gli stadi, ma al tempo stesso alcune di loro impongono l’obbligo della mascherina in pubblico per l’intero territorio (Campania) o per parti di esso (il centro storico di Genova, la provincia di Latina, Foggia). Eppure i dati consigliano prudenza. Secondo il consueto bollettino del ministero della Salute, nelle ultime 24 ore è stato registrato un...

Continuano lentamente a salire i pazienti positivi al Coronavirus in Italia, ma le Regioni rispondono in apparente dissonanza, con un colpo al cerchio e uno alla botte. Con la notevole eccezione del Lazio, le Regioni chiedono al governo di riaprire parzialmente gli stadi, ma al tempo stesso alcune di loro impongono l’obbligo della mascherina in pubblico per l’intero territorio (Campania) o per parti di esso (il centro storico di Genova, la provincia di Latina, Foggia). Eppure i dati consigliano prudenza.

Secondo il consueto bollettino del ministero della Salute, nelle ultime 24 ore è stato registrato un incremento di 1.786 casi (+146 rispetto al giorno prima) su un nuovo record di tamponi effettuati: 108.019. In leggero aumento anche le vittime, ieri 23 (10 delle quali in Lombardia) rispetto alle 20 di mercoledì. I positivi dei quali si ha certezza sono 46.780 (+666), i pazienti ricoverati con sintomi sono 2.731 (+73; mercoledì +54), di cui 246 in terapia intensiva (+2).

Ma le Regioni hanno fretta di riaprire gli stadi, e pazienza se anche Ibrahimovic risulta positivo. La conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha dato ieri il via libera ad una prosposta al governo per la riapertura degli stadi e degli impianti sportivi con la quale si consentirebbe la partecipazione di spettatori obbligati a indossare sempre le mascherine, a cui sia stata misurata la temperatura in ingresso, che sarebbero seduti in posti a sedere preassegnati, distanziati e nei limiti massimi del 25 per cento della capienza dell’impianto.

Una seconda proposta degli enti locali prevede la ripresa degli sport di contatto. "Il mondo dello sport – ha commentato il vecepresidente della Conferenza, Giovanni Toti – ha sofferto un fermo prolungato. Ora occorre riattivare l’intero settore, puntando su una presenza limitata di pubblico e sul massimo livello di prevenzione". Le richieste saranno inviate al governo, che si consulterà tra l’altro con il Cts e li valuterà anche in base ai dati epidemiologici.

Da sottolineare che la linea della riapertura degli stadi non è condivisa dal Lazio, il cui delegato ha abbandonato la riunione. Come ha spiegato lo stesso presidente Nicola Zingaretti, "ritengo sbagliato, oggi, anche solo ipotizzare la riapertura degli stadi fino al 25% della loro capienza creando quindi assembramenti che possono raggiungere il numero di migliaia di persone". Coerentemente, Zingaretti ha firmato l’ordinanza con cui si consente,la partecipazione del pubblico, entro il limite di 1.000 spettatori all’aperto, agli incontri di calcio Roma-Juventus e Lazio-Inter.

Le altre Regioni invece intendono riaprire. Tra queste la Campania il cui presidente De Luca proprio ieri ha firmato un’ordinaza con la quale fino al 4 ottobre viene "disposto l’obbligo, su tutto il territorio regionale, di indossare la mascherina anche nei luoghi all’aperto, durante l’intero arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale". La stessa misura è stata presa per il centro storico e il porto di Genova, per il centro storico di Foggia e la provincia di Latina.