Alessandro Malpelo In modi diversi, con parole diverse, tutti gli esperti oggi sono concordi nell’affermare che la bella stagione abbatte la carica virale, che gli effetti combinati degli ultravioletti da un lato, delle vaccinazioni di massa dall’altro, ci regaleranno un’estate vivibile, con poche eccezioni. La mossa...

Alessandro

Malpelo

In modi diversi, con parole diverse, tutti gli esperti oggi sono concordi nell’affermare che la bella stagione abbatte la carica virale, che gli effetti combinati degli ultravioletti da un lato, delle vaccinazioni di massa dall’altro, ci regaleranno un’estate vivibile, con poche eccezioni. La mossa liberatoria del professor Zangrillo, che si lascia ritrarre senza mascherina sul volto, potrebbe però sortire l’effetto opposto a quello desiderato. Ricordiamo che fatica, l’anno scorso, spingere la gente a coprire bocca e naso. All’inizio era l’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, a sostenere l’inutilità della misura nella popolazione sana. Fu un medico milanese, Francesco Garbagnati, sulle reti Mediaset, a dare per primo la dritta giusta. Ospite di Barbara Palombelli, mostrò come le mascherine artigianali di stoffa (igienizzate in acqua bollente, quindi riutilizzabili) funzionano da barriera contro i germi, per tutti. Le usavano all’Istituto dei Tumori, ai tempi del grande Umberto Veronesi, come in tanti altri ospedali. Furono poi soppiantate, per comodità, da prodotti di carta usa e getta. Garbagnati fu ascoltato dal governatore della Lombardia, che comprese l’importanza di estendere le precauzioni anche all’aperto: chi gli rimproverava un eccesso di cautela è stato poi smentito dai fatti. Si è visto infatti che le mascherine hanno limitato la diffusione del Covid. Abbandonarle significherebbe gettare alle ortiche quella cultura della prevenzione che faticosamente è stata costruita in questi mesi. Per questo sarebbe preferibile lasciare alle autorità il compito di dirci quando abbassare la guardia.