Il generale dell’aeronautica militare degli Stati Uniti, Chuck. Yeager, aveva 97 anni: è stato padre 4 volte
Il generale dell’aeronautica militare degli Stati Uniti, Chuck. Yeager, aveva 97 anni: è stato padre 4 volte
di Giampaolo Pioli Era spericolato ai comandi e col bicchiere in mano. Genio e sregolatezza in tempo di guerra e di pace. Capace di abbattere cinque aerei tedeschi in un giorno solo (tredici in tutta la Seconda guerra mondiale) e di insegnare con semplicità diabolica a centinaia di giovani americani come diventare invincibili top gun a 13.000 metri di quota. Il generale Chuck Yeager morto ieri a 97 anni in un ospedale della California, ha sempre guidato col suo esempio. Nessuno pensava che l’allora giovane capitano Yeager a 24 anni, il 14 ottobre 1947, potesse uscire vivo dall’impresa di superare per la prima volta la barriera del suono volando a...

di Giampaolo Pioli

Era spericolato ai comandi e col bicchiere in mano. Genio e sregolatezza in tempo di guerra e di pace. Capace di abbattere cinque aerei tedeschi in un giorno solo (tredici in tutta la Seconda guerra mondiale) e di insegnare con semplicità diabolica a centinaia di giovani americani come diventare invincibili top gun a 13.000 metri di quota. Il generale Chuck Yeager morto ieri a 97 anni in un ospedale della California, ha sempre guidato col suo esempio. Nessuno pensava che l’allora giovane capitano Yeager a 24 anni, il 14 ottobre 1947, potesse uscire vivo dall’impresa di superare per la prima volta la barriera del suono volando a 1.299 chilometri l’ora per ben 18 secondi sul deserto di Mojave in California. Il record riuscì col suo Bell X-1 ribattezzato ’Glamorous Glennis’ per ricordare la prima moglie.

Se nel mondo dell’aviazione Chuck è sempre stato celebrato come un mito e riconosciuto come il miglior pilota collaudatore della storia americana, la sua fama è esplosa col libro di Tom Wolfe sugli astronauti del progetto Mercury ’The Right Stuff’, un bestseller tradotto poi nel film ’Uomini veri’ del 1983. Il suo ruolo era interpretato da Sam Shepard, ma lui ottenne comunque la parte di Fred il barista che il generale Yeager considerava con ironia la professione giusta dicendo ironicamente: "Il bancone del bar è quello dove ho passato quasi più tempo che nella cabina di pilotaggio".

Chuck era nato in una famiglia contadina del West Virginia. Il suo arrolamento nell’Air Force gli aveva salvato la vita. Quel talento naturale nel tagliare le nuvole e le traiettorie di volo sconcertava gli avversari e li rendeva vulnerabili Ha volato per più di 11.000 ore. Anche lui però venne abbattuto sui Pirenei ma con una rocambolesca fuga riusci a rientrare in Inghilterra e ottenne di poter tornare subito su un altro aereo.

Se il superamento della barriera del suono era diventata per lui la prova del coraggio, rischiò di non superarla mai perché si ruppe due costole a 48 ore dall’impresa. Mentì ai superiori per poterla effettuare. Veterano del Vietnam e della guerra fra India e Pakistan, pur essendo abituato ad esperienze estreme, Chuck il ribelle era anche un attento e scrupoloso osservatore delle dinamiche aerospaziali. Fu il presidente Reagan nel 1986 a richiamarlo dalla pensione per averlo nella commissione d’indagine per la tragedia del Challenger. Ma forse e’ l’ultimo traguardo raggiunto nel 2012 quella che il generale Yeager ha conservato con maggior freschezza. All’età di 89 anni nel 65esimo anniversario dell’abbattimento del muro del suono Chuck lo ha fatto un’altra volta ai comandi come copilota di un modernissimo McDonnel Douglas F-15 Eagle.

Indistruttibile anche nella vita senza uniforme, durante un hiking sulle montagne del Nevada nel 2000 a dieci anni dalla morte della moglie, l’uomo che rompe le barriere, incontra l’attrice Vittoria Scott d’Angelo di 35 anni più giovane e si sposano 36 mesi dopo nel pieno disappunto dei figli che temevano il matrimonio d’interesse . Chuck però non molla e va in tribunale dove il giudice gli dà ragione e toglie ai figli la gestione del suo patrimonio. L’annuncio della sua morte, dopo una vita vissuta non solo pericolosamente ma anche molto intensamente è arrivato attraverso il tweet di un amico.