Il doodle dedicato a Christine de Pizan
Il doodle dedicato a Christine de Pizan

Roma, 11 settembre 2021 - Si definiva una "femme italienne", Christine De Pizan. E italiana lo era di nascita: ebbe i natali a Venezia nel 1364 e trascorse la sua infanzia a Bologna, dal momento che la sua famiglia era originaria di Pizzano, paesino della provincia felsinea. Poi Carlo V invitò il padre a trasferirsi a Parigi, lei e i suoi lo seguirono dopo poco. A Christine de Pizan oggi Google dedica un doodle, omaggio alla prima scrittrice di professione d'Europa, quattro secoli prima di Madame de Stael.

Di lei si ricorda la biografia di Carlo V, l'imperatore universale, redatta nel 1404 e ricca di eventi che la de Pizan aveva vissuto in prima persona, da testimone oculare. 

Ma la sua opera più celebre è sicuramente La città delle dame, in cui l'autrice risponde a Boccaccio, Jean de Meun e a diversi autori che avevano descritto le donne per natura come esseri viziosi. La De Pizan elenca nel suo lavoro una serie di donne virtuose, esempi che hanno segnato la storia dell'umanità. Dama viene qui intesa come donna dallo spirito nobile, e non di sangue 'blu'.

La questione la tocca a tal punto da consegnare il suo scritto alla regina Isabella di Baviera, moglie di Carlo VI, innescando la famosa Querelle de femmes che diventerà acceso dibattito nelle stanze di corte. Quello che la De Pizan non digerisce sono le maldicenze scaturite dalle tesi contenute nelle opere in esame. "Sembrano tutti parlare con la stessa bocca, tutti d'accordo nella medesima conclusione, che il comportamento delle donne è incline ad ogni tipo di vizio". 

Ne La città delle dame si pone l'accento sull'importanza dell'educazione femminile. Secondo l'autrice quella della donna era una presunta inferiorità culturale e non naturale, provocata dall'isolamento domestico e dall'impossibilità di imparare. "Una donna intelligente riesce a far di tutto e anzi gli uomini ne sarebbero molto irritati se una donna ne sapesse più di loro", una delle frasi celebri della De Pizan. Che aveva ricevuto la stessa istruzione dei suoi fratelli maschi su volontà del padre, una persona colta e aperta.

Dimenticata per secoli, la scrittrice italo francese è stata riscoperta da studiosi transalpini e anglosassoni, e solo da pochi anni anche da quelli italiani.