21 apr 2022

Chiusi in casa per il Covid Il lockdown cinese fa paura

Meno di 20mila contagi, solo sette morti. Ma il governo sceglie la tolleranza zero. Shanghai la città più blindata, proteste a Pechino. I rischi di una paralisi economica

loredana del ninno
Cronaca
Il bollettino parla di. 52 pazienti ricoverati in gravi condizioni e 7. decessi
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Il bollettino parla di. 52 pazienti ricoverati in gravi condizioni e 7. decessi

di Loredana Del Ninno

La variante Omicron spaventa la Cina e Shanghai rivive l’ emergenza, affossata da misure stringenti che rispecchiano la politica della “tolleranza zero“ perseguita dal gigante asiatico. I nuovi casi Covid sfiorano quota 20mila, 52 i pazienti ricoverati in gravi condizioni e altri sette decessi, anche se le autorità precisano che si tratta di soggetti affetti da malattie croniche. La megalopoli è il cuore dell’ondata alla base del lockdown delle ultime settimane, che rappresenta la crisi sanitaria più grande per il governo cinese dai tempi di Wuhan.

Da fine febbraio sono state tracciate più di 400mila infezioni su 26 milioni di residenti. Pechino è tornata dal 28 marzo a imporre rigide restrizioni per tentare di limitare le infezioni. Una strategia di contenimento che prevede rigidi blocchi, test di massa e lunghe quarantene. Misure che stanno portando la popolazione allo stremo e causando importanti ripercussioni economiche. Sia i positivi che gli asintomatici, tanto per farsi un’idea, vengono immediatamente trasferiti nei centri riservati alla quarantena. Ha fatto discutere di recente la decisione di isolare i bambini contagiati separandoli dai genitori. Numerose fabbriche sono state chiuse con effetti negative sulle catene di approvvigionamento globali. I cittadini stanno denunciando sui social la difficoltà nel reperire beni di prima necessità a causa delle troppe richieste ai servizi di delivery e dei ritardi degli aiuti governativi.

Il vicepremier Liu He, per alleggerire la tensione tra cittadini e autorità, ha chiesto il rilascio di pass nazionali per consentire ai camion merci di viaggiare nel Paese. E, a partire da ieri, 4 milioni di abitanti della città cinese avranno la possibilità di lasciare le loro case, ha annunciato un funzionario delle autorità sanitarie locali, Wang Ganyu, spiegando che vivono in zone il cui status è stato modificato da “chiuse” a “controllate”. Non tutti potranno però spostarsi dal proprio quartiere e restano vietati gli assembramenti. Si cerca anche di far ripartire la produzione. La Tesla di Elon Musk ha ripreso l’attività dopo tre settimane grazie a un sistema a circuito chiuso che prevede che i dipendenti dormano in fabbrica su materassini forniti dall’azienda. D’altro canto il porto di Shanghai – principale snodo mondiale delle navi portacontainer – rischia la paralisi completa a causa della carenza di personale (finito il lockdown) Il numero di "colossi del mare" in attesa di caricare o scaricare le merci ha raggunto nei giorni scorsi le 500 unità per poi scendere molto lentamente. Si temono ora contraccolpi sulle forniture in tutto il mondo.

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