Giuseppe Conte all'inaugurazione della statua dedicata alla ’Spigolatrice’ di Sapri
Giuseppe Conte all'inaugurazione della statua dedicata alla ’Spigolatrice’ di Sapri
Quella non è una statua, non è arte, è una bomba sexy. Che scatena polemiche e accuse di sessismo. A Sapri esplode la guerra della Spigolatrice, sì proprio quella cantata da Luigi Mercantini per ricordare l’impresa fallita dai trecento di Carlo Pisacane. Quelli, giovani e forti, sono morti nel 1857 infilzati dai forconi dei cafoni cilentani prima che colpiti dalle pallottole borboniche, ma la Spigolatrice, emblema di quella sfortunata epopea, scatena oggi un putiferio a metà tra il politico e il pecoreccio. La statua della Spigolatrice, installata sul lungomare di Sapri e inaugurata lo scorso sabato alla presenza dell’ex premier Giuseppe Conte, è opera dello scultore di Moio della Civitella (Salerno) Emanuele...

Quella non è una statua, non è arte, è una bomba sexy. Che scatena polemiche e accuse di sessismo. A Sapri esplode la guerra della Spigolatrice, sì proprio quella cantata da Luigi Mercantini per ricordare l’impresa fallita dai trecento di Carlo Pisacane. Quelli, giovani e forti, sono morti nel 1857 infilzati dai forconi dei cafoni cilentani prima che colpiti dalle pallottole borboniche, ma la Spigolatrice, emblema di quella sfortunata epopea, scatena oggi un putiferio a metà tra il politico e il pecoreccio. La statua della Spigolatrice, installata sul lungomare di Sapri e inaugurata lo scorso sabato alla presenza dell’ex premier Giuseppe Conte, è opera dello scultore di Moio della Civitella (Salerno) Emanuele Stifano, colpevole, secondo i suoi detrattori, di aver rappresentato l’eroina come una Venere di Delacroix. Ma invece di ritrarla come la libertà che guida il popolo, avrebbe puntato a mettere in mostra il suo lato B.

Alle critiche arrivate da destra e da sinistra lo scultore cilentano mette giù un carico da undici: "Se fosse stato per me avrei fatto una figura completamente nuda". Poi spiega: "Sono allibito e sconfortato da quanto sto leggendo. Mi sono state rivolte accuse di ogni genere che nulla hanno a che vedere con la mia persona e la mia storia. Quando realizzo una scultura tendo sempre a coprire il meno possibile il corpo umano, a prescindere dal sesso. Nel caso della Spigolatrice, poiché andava posizionata sul lungomare, ho ‘approfittato’ della brezza marina che la investe per dare movimento alla lunga gonna, e mettere così in evidenza il corpo. Questo per sottolineare un’anatomia che non doveva essere l’istantanea fedele di una contadina dell’800, bensì rappresentare un ideale di donna, evocarne la fierezza, il risveglio di una coscienza, il tutto in un attimo di grande pathos".

Spiegazioni che non zittiscono le contestazioni di chi da sinistra vuole la distruzione dell’opera.

"È un’offesa alle donne e alla storia che dovrebbe celebrare", twitta la deputata Pd, Laura Boldrini, ex presidente della Camera. "Ma come possono perfino le istituzioni accettare la rappresentazione della donna come corpo sessualizzato? Il maschilismo è uno dei mali dell’Italia". Le fa eco la collega di partito Monica Cirinnà. "Questa statua della Spigolatrice nulla dice dell’autodeterminazione di colei che scelse di non andare al lavoro per schierarsi contro l’oppressore borbonico. Sia rimossa!", taglia corto. Si mugugna anche a destra.

L’ex senatrice Manuela Repetti, compagna di Sandro Bondi, ex di Forza Italia, oggi in "Insieme per l’Italia", è tranchant: "Quella donna voluttuosa con il sedere tondo e perfetto, che mette bene in mostra con lascivia, non può rappresentare la lavoratrice dei campi in un contesto di valore storico ben preciso. Sì, l’arte è arte, ma c’è sempre un contesto appropriato da rispettare, soprattutto se è un’amministrazione pubblica a patrocinarla".

Conte, che ha presenziato all’inaugurazione, resta zitto, parla invece il senatore M5S Francesco Castiello, presidente della Fondazione Grande Lucania, che ha finanziato in parte la statua. "Ad arrecare grave turbamento a Repetto sembra siano stati l’abbigliamento leggero e le forme pronunciate. Alla ex senatrice sfugge quali siano le fattezze fisiche delle donne meridionali. Così come certamente sfugge la data dello sbarco di Pisacane. Del resto a distanza di 164 anni dall’evento la memoria si indebolisce ed è facile scambiare il 28 giugno, data dell’approdo a Sapri, con il 28 gennaio, in pieno inverno, quando si rendeva necessario un pesante cappotto per difendersi dalle avversità atmosferiche".