7 mar 2022

Cessate il fuoco, ci prova anche Erdogan Ma lo zar tira dritto: "Devono arrendersi"

La Turchia si è offerta di ospitare i colloqui di pace. Oggi riprendono i negoziati in località segreta, però si continua a sparare

giovanni rossi
Cronaca
Mamme polacche lasciano passeggini alla stazione per i bambini ucraini. Secondo le ultime stime, oltre 1,5 milioni di persone sono fuggite dall’Ucraina
Mamme polacche lasciano passeggini alla stazione per i bambini ucraini. Secondo le ultime stime, oltre 1,5 milioni di persone sono fuggite dall’Ucraina
Mamme polacche lasciano passeggini alla stazione per i bambini ucraini. Secondo le ultime stime, oltre 1,5 milioni di persone sono fuggite dall’Ucraina

di Giovanni Rossi Si vedono. Si telefonano. Parlano. Ma senza stoppare il conflitto. I leader internazionali in missione diplomatica non scalfiscono Vladimir Putin. E il timer dell’invasione russa in Ucraina resta in mano al Cremlino. Lo zar contrattacca. La mancata evacuazione di Mariupol? Responsabilità degli ucraini. Le centrali nucleari? Protezione dai sabotaggi e pieno rispetto della normativa Aiea. L’ecatombe di civili? Non li stiamo prendendo di mira. E via così. Sino al nuovo aut aut a Kiev: "La Russia chiede un approccio più costruttivo ai negoziatori ucraini tenendo conto della realtà sul terreno". Notizia dell’ultima ora: l’Ucraina sarebbe pronta a discutere "modelli non-Nato" per il futuro. Questo ha dichiarato a Fox news David Arakhamia, un membro della squadra negoziale di Kiev. "Siamo pronti a discutere di alcuni modelli non Nato - ha precisato – Ad esempio, potrebbero esserci garanzie dirette da parte di diversi Paesi come Stati Uniti, Cina, Regno Unito, forse Germania e Francia. Siamo aperti a discuterne con altri partner". L’incrocio diplomatico – oggi apre il terzo round di confronto in luogo segreto – è un rompicapo con le migliori intenzioni: si dipana tra Mosca e Tel Aviv, si ravviva tra Istanbul e Parigi, si nasconde tra le ambizioni e i silenzi di Pechino. Il problema non è neppure la mancanza di risultati, ma l’assenza di una traccia plausibile per la tregua. La mediazione israeliana tentata dal premier Naftali Bennett con volo Tel Aviv-Mosca – appoggiata e condivisa dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky – individua una strada stretta. Sui contenuti, nulla trapela. Dopo l’incontro al Cremlino, tre colloqui telefonici con Zelensky e lo scalo a Berlino per incontrare il cancelliere Olaf Scholz, da Gerusalemme Bennett afferma "l’obbligo morale di Israele di porre fine alle sofferenze della guerra, anche se le possibilità non sono grandi". Poi risente Putin, Scholz e ...

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