Milano, 21 febbraio 2019 - Trent'anni al posto dell'ergastolo. Cesare Battisti dal carcere di Oristano chiede la commutazione della pena, in virtù degli accordi di estradizione Italia-Brasile: lo fa tramite il suo difensore, Davide Steccanella, che ha depositato oggi l'istanza alla Corte d'Assise d'Appello di Milano. 

ll legale dell'ex terrorista dei Pac, arrestato in Bolivia il mese scorso dopo una lunga latitanza all'estero, lamenta che "la particolare 'esposizione mediatica' dell'arresto del condannato ha registrato un (a dir poco) 'straordinario' rincorrersi, il giorno stesso, di pubbliche dichiarazioni da parte di ministri dell'attuale esecutivo, che si sono espressi in termini di assoluta certezza, tanto sull'entità della pena, tanto sulle specifiche modalità penitenziarie". Steccanella si rivolge invece alla Corte, quale "unico organo effettivamente competente" sulla materia.

Nella sua richiesta l'avvocato fa valere il fatto che l'Italia si è impegnata con il Brasile siglando nel 2017 un accordo per rideterminare la pena di Battisti da ergastolo in 30 anni (in Brasile, infatti, non è previsto il carcere a vita). La difesa sostiene peraltro che Battisti è stato riportato in Italia con una consegna 'brevi manu' dalla Bolivia, senza rispettare nemmeno la procedura di espulsione. Non ci sarebbero documenti validi attestanti l'estradizione dalla Bolivia all'Italia e, dunque, l'unico titolo valido resta quell'accordo Brasile-Italia.

Il sostituto pg Antonio Lamanna, titolare del fascicolo, ha già dato parere negativo.