Maurizio Calisti, sindaco di Campello sul Clitunno
Maurizio Calisti, sindaco di Campello sul Clitunno
Il paradosso è servito. Per rispettare le ’quote rosa’ capita anche che un sindaco, Maurizio Calisti, fascia tricolore a Campello sul Clitunno (neppure 2500 anime) debba ricorrere ad un bando pubblico ’’per sole donne’’ per ripristinare in Giunta la presenza femminile, venuta meno dopo le recenti dimissioni dell’unica assessora, Fabiana Grullini. Già, perché nei piccoli Comuni come questo le ’’assessore’’, plurale femminile, sono merce rara. Spesso a dire il vero si fatica anche a trovare gli amministratori maschi: i laboratori politici di base sono sfioriti, non si guadagna abbastanza per sottrarre più di tanto tempo al...

Il paradosso è servito. Per rispettare le ’quote rosa’ capita anche che un sindaco, Maurizio Calisti, fascia tricolore a Campello sul Clitunno (neppure 2500 anime) debba ricorrere ad un bando pubblico ’’per sole donne’’ per ripristinare in Giunta la presenza femminile, venuta meno dopo le recenti dimissioni dell’unica assessora, Fabiana Grullini. Già, perché nei piccoli Comuni come questo le ’’assessore’’, plurale femminile, sono merce rara. Spesso a dire il vero si fatica anche a trovare gli amministratori maschi: i laboratori politici di base sono sfioriti, non si guadagna abbastanza per sottrarre più di tanto tempo al proprio lavoro, si rischiano denunce e ci vuole anche una certa tenuta emotiva, perché si diventa il parafulmine del cittadino medio arrabbiato, spesso anche a ragione.

Imporre le quote rosa nelle Giunte (condizione obbligatoria nei Comuni sopra i tremila abitanti, fortemente consigliata sotto questa soglia), applicare la parità per legge, è più facile a dirsi che a farsi. Campello ne è un esempio: "Trovare persone disposte ad impegnarsi come amministratori nei Comuni, soprattutto in quelli piccoli – spiega il sindaco Calisti – non è facile. Conciliare il lavoro con un’attività molto impegnativa al servizio della collettività è difficile. Quando si è dimessa l’assessora Fabiana Grullini abbiamo tentato di sostituirla con le uniche due figure femminili legate alla maggioranza che potevano essere interpellate, ma che hanno detto no. A quel punto ho pensato che un modo trasparente per cercare candidature femminili fosse quello del bando pubblico. Non sono neanche il primo ad usare questa procedura".

L’avviso pubblico scadrà il 31 agosto e nel frattempo il primo cittadino attende gli eventuali frutti di questa ’pesca passiva’ e spera che qualche donna si faccia avanti. "Se non ci saranno candidature femminili – aggiunge Calisti – o se non saranno idonee, si dovrà considerare una nomina maschile per completare l’esecutivo, ma mi auguro che non sia questo l’epilogo. Riavere in Giunta una donna è importante anche sotto un altro profilo: pur se non c’è l’obbligo delle quote rosa sotto i 3mila abitanti, ma è consigliato, di fatto è come se l’obbligo ci fosse perché se poi un cittadino fa ricorso di solito il giudice dà ragione al ricorrente". Quanto alle deleghe che verranno assegnate alla neo-assessora, si vedrà in seguito: "Dipende anche dalla persona. A volte c’è l’esigenza di rimescolare"

A scatenare il ’caso’, suo malgrado, è stata la dimissionaria assessora Grullini, che a dire il vero due giorni dopo la comunicazione ufficiale si è detta disponibile a riprendere le deleghe rimesse, ma il rapporto fiduciario a quel punto si era incrinato e non è stato possibile. "Essere amministratori – dice Grullini – oggi non è facile, per l’impegno che comporta, le responsabilità. La molla deve essere lo spirito di servizio e la voglia di mettersi in campo e servono nervi saldi per affrontare il contraddittorio. Tra l’altro non si può pensare che il ruolo oggi abbia un appeal economico: a Campello un assessore ha uno stipendio di 150 euro al mese e noi la metà l’avevamo devoluta ai servizi sociali, quindi bisogna avere altre motivazioni".