di Pino Di Blasio MONTEPULCIANO (Siena) Le maxi gru di Autostrade per l’Italia entreranno in azione alle 21 di oggi. Non sarà come in ’Nuovo Cinema Paradiso’, la demolizione dell’autogrill a ’ponte’ lungo l’Autosole, a Montepulciano, tra i caselli Bettolle-Valdichiana e Chiusi-Chianciano Terme, non avverrà con un botto, un’esplosione. Ci vorranno tre giorni di lavori, di traffico sull’autostrada ’costretto’ in due corsie, di opere per abbattere quella grande struttura, che fu uno dei simboli dell’Italia del boom, con il contorno di misure di sicurezza per evitare problemi. Sarà cancellato pezzo per pezzo, dopo cinquant’anni passati a vigilare sull’Italia in viaggio: prima sulle utilitarie riempite da famiglie in movimento, poi da flussi ininterrotti di auto sempre più potenti, più veloci e più ’vuote’, come le culle del Bel Paese....

di Pino Di Blasio

MONTEPULCIANO (Siena)

Le maxi gru di Autostrade per l’Italia entreranno in azione alle 21 di oggi. Non sarà come in ’Nuovo Cinema Paradiso’, la demolizione dell’autogrill a ’ponte’ lungo l’Autosole, a Montepulciano, tra i caselli Bettolle-Valdichiana e Chiusi-Chianciano Terme, non avverrà con un botto, un’esplosione. Ci vorranno tre giorni di lavori, di traffico sull’autostrada ’costretto’ in due corsie, di opere per abbattere quella grande struttura, che fu uno dei simboli dell’Italia del boom, con il contorno di misure di sicurezza per evitare problemi. Sarà cancellato pezzo per pezzo, dopo cinquant’anni passati a vigilare sull’Italia in viaggio: prima sulle utilitarie riempite da famiglie in movimento, poi da flussi ininterrotti di auto sempre più potenti, più veloci e più ’vuote’, come le culle del Bel Paese.

L’autogrill di Montepulciano è un’icona dell’Italia di fine Novecento, un luogo dove Alberto Arbasino era riuscito a fotografare il boom economico nel suo romanzo ’La bella di Lodi’. "Una straordinaria folla domenicale invade tutto un Pavesini - scrive Arbasino - battendo la testa contro i cristalli col segnale del senso vietato, e compra qualsiasi cosa, carrettate di pacchetti luccicanti con animali di pezza, borse di vimini, caschi marziani e da go-kart...".

È una delle tante citazioni e storie contenute nel libro ’Autogrill Una storia italiana’ (Editrice Il Mulino, 2007), di Simone Colafranceschi. E si deve al genio di Angelo Bianchetti, architetto milanese, alla grandezza visionaria dell’imprenditore dolciario Mario Pavesi (il primo punto di ristoro fu creato da lui nel 1947 al casello di Novara sulla Torino-Milano), se lungo le autostrade italiane vengono costruiti questi archi di trionfo della ristorazione, questi ponti da cui, mentre mangi un piatto di tortellini, dall’alto vedi scorrere un fiume di auto. Bianchetti prese a modello il ristorante Oasis della catena Fred Harvey lungo un’autostrada di Chicago. E costruì a Fiorenzuola d’Arda alla fine del 1959 il primo autogril a ponte in Europa. Avveniristico come architettura, e anche redditizio, visto che un unico ristorante per i due sensi di marcia dimezza i costi. Colafranceschi racconta che a inaugurare quel ’transatlantico’ , che fu un formidabile successo, fu l’allora sottosegretario agli Interni Oscar Luigi Scalfaro, decenni più tardi presidente della Repubblica.

L’autogrill di Fiorenzuola spinse i concorrenti di Pavesi a emularlo. Motta costruì per questo il ponte di Cantagallo, alle porte di Bologna, lungo 70 metri e alto 13, il più grande d’Europa. La competizione era tra industriali dolciari, aziende familiari come Motta, Alemagna e Pavesi. E negli anni ’70 prima la Sme poi l’Iri e altri colossi di Stato inglobarono, oltre a quei marchi storici creati da capitani coraggiosi, anche gli autogrill e un pezzo di capitalismo familiare italiano.

Meglio tornare al protagonista della nostra storia, l’autogrill di Montepulciano. Fu sempre Bianchetti a progettarlo per Pavesi, fu realizzato nel 1967 e, stando ai volantini dell’epoca, era ’l’autogrill più ardito del mondo’. Forse perché sfidava il paesaggio della Valdorcia e della Valdichiana, con un trionfo di cristallo, cemento e acciaio. Non è mai stato un ’nowhere’, un non luogo. L’autogrill era la foto scelta da tanti turisti per raccontare ai parenti di vacanze in Toscana. E i giovani di Montepulciano e dei borghi della Valdichiana, passavano lì tante notti, lo hanno eletto ultima tappa prima di rientrare a casa, per una birra veloce o un panino per spegnere la fame. Non c’era nemmeno bisogno di entrare in autostrada, tutti sapevano dell’ingresso secondario, da una stradina laterale, senza pagare il pedaggio e farsi ventidue chilometri da casello a casello.

Stando ai numeri ufficiali, ci sono altri 8 autogrill a ponte lungo le Autostrade italiane: cinque sull’Autosole, uno sulla a11 e due sulla A4 Torino-Trieste. Tutti costruiti dal 1959 alla fine degli anni ’60. Da lunedì il più ardito autogrill al mondo sarà demolito, al suo posto nasceranno due ’torrette’ ai due lati dell’autostrada. L’altra sera i dipendenti della stazione di Montepulciano hanno voluto farsi una foto ricordo. Come ’nativi americani’ prima di vedere il loro totem abbattuto.