Roma, 23 aprile 2021 - Il nuovo decreto Draghi sulle riaperture dal 26 aprile non scontenta solo le Regioni - che protestano per scuola e coprifuoco - ma anche la grande distribuzione: dal testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, infatti, sono sparite le riaperture dei centri commerciali nei weekend da metà maggio. Nel decreto 'bollinato' - 23 pagine in tutto - non si fa infatti alcun accenno ai centri commerciali, come nelle bozze circolate negli ultimi giorni.
A questo punto quindi resta in vigore la misura contenuta nei precedenti provvedimenti, che stabiliva la chiusura il sabato e la domenica e, più in generale, nei festivi e prefestivi. Aperte invece le spiagge: per gli stabilimenti balneari il dl non prevede data di apertura perché nessuna legge li aveva chiusi.

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Un cambio di rotta inatteso, quello dei centri commerciali, che sta creando parecchi malumori tra gli addetti ai lavori: sul piede di guerra Coop e Federdistribuzione, ma anche il leader della Lega, Matteo Salvini, ha criticato duramente il cambio in corsa, "uno schiaffo al buonsenso, al lavoro, alla libertà, agli accordi", ha tuonato.

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Confesercenti: riaperture nel caos

Va all'attacco anche Confesercenti, che in una nota denuncia: "Riapertura a rischio caos. Il decreto-legge lascia aperti alcuni notevoli dubbi che riguardano le attività delle imprese, per il quali abbiamo avanzato richiesta di chiarimenti urgenti al Governo". Un esempio? "Il consumo al banco all'interno dei bar per noi è legittimo, ma non è esplicitamente definito. Incertezze anche sui dehors 'chiusi' (qui le regole per i bar dal 26 aprilee sulle manifestazioni fieristiche del commercio su aree pubbliche. Non sono chiari nemmeno tempi e modalità di riavvio dell'attività dei balneari. Lascia spiazzati e delusi, inoltre, la cancellazione 'nella notte' della riapertura completa degli esercizi nei centri e nelle gallerie commerciali. Una prima versione del testo del decreto-legge, prevedeva che, dal 15 maggio, potessero riaprire secondo protocolli e linee guida pertinenti. Una previsione sparita dal testo definitivo e ufficiale. Ad ora, fatichiamo a capire se l'attività dei negozi nei centri commerciali sia possibile o meno. Una questione vitale per le imprese, visti i danni ingenti che i titolari di tali esercizi hanno subìto e continuano a riportare a causa della lunga sospensione dell'attività nei week end e nei giorni festivi", afferma Confesercenti. 

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Ares: schiaffo dal Governo

 "Siamo sgomenti, increduli, non troviamo una spiegazione per questo cambio di rotta dell'ultimo minuto - dice Andrea Scozzoli, presidente della Aires, l'associazione italiana retailer elettrodomestici specializzati - È un nuovo schiaffo del governo ai centri commerciali che sono luoghi sicuri e monitorati ben più di altri contesti. Chiediamo a gran voce la revisione immediata del testo". E conclude: "Ci uniamo alle voci di protesta da più parti sollevate e, in particolare, a quella di Unione nazionale consumatori per sottolineare che si tratta di una scelta scellerata, iniqua e assurda".

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Salvini twitta: così non va

 "Cancellata con un vero e proprio blitz la riapertura dei centri commerciali nei weekend a partire dal 15 maggio: ennesimo schiaffo al buonsenso, al lavoro, alla libertà, agli accordi", twitta Matteo Salvini a proposito del dl Covid. "Il Decreto era immodificabile per pranzare al chiuso e per togliere il coprifuoco alle 22, ma è stato ritoccato per ammassare più studenti sui mezzi pubblici e per punire il commercio. Così non va".

Garavaglia: le spiagge sono aperte

"Non esistono limitazioni per l'accesso alle spiagge. Per questi motivi, l'ultimo decreto del governo non contiene una data di riapertura delle spiagge: in quanto non esiste una legge che le chiuda. Per farla semplice, le spiagge sono aperte; di conseguenza, gli operatori si possono attivare gli impianti", chiarisce il ministro del Turismo Massimo Garavaglia in merito alla mancanza di chiarezza espressa da alcuni operatori su tempi e modalità di riavvio dell'attività dei balneari, dopo la pubblicazione del dl in Gazzetta ufficiale.

Il presidente del Sindacato Italiano Balneari (Sib) Antonio Capacchione, riferisce la Adnkronos,ha scritto ai soci: "Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari il decreto legge sulle riaperture rinvia alle disposizioni regionali (Ordinanze balneari e sanitarie) dello scorso anno o eventualmente a quelle già emanate dalle Regioni nel corrente anno. Né al momento risultano esserci disposizioni limitative o impeditive delle nostre attività". 
"Fatto salvo eventuali ulteriori provvedimenti o chiarimenti amministrativi - sintetizza l'imprenditore - l'attività di balneazione risulta essere disciplinata dalle Ordinanze regionali vigenti nel mentre quelle accessorie (somministrazione, ristorazione, piscine, ecc.) sono, invece, disciplinate dal decreto legge del 22 aprile 2021 sia in ordine agli orari che alle modalità operative".