Un campo rom. Foto di repertorio  (Newpress)
Un campo rom. Foto di repertorio (Newpress)

Roma, 18 giugno 2018 - Infuria la polemica sulle dichiarazioni di Matteo Salvini che vuole fare un censimento sui rom in Italia e sulla base di quello espellere poi gli irregolari La Nazione Rom fa sapere che "il dossier esiste già ed è stato elaborato dall'Istat nel 2017", ma quanti sono davvero i cittadini di origine rom e sinti presenti nel nostro Paese. Secondo i dati dell'ultimo rapporto dell'Associazione 21 luglio sono tra 120 e 180mila, 26mila dei quali vivono in emergenza abitativa in baraccopoli formali (insediamenti gestiti dalle amministrazioni locali) e informali ('campi abusivi') o nei centri di raccolta monoetnici.

Le baraccopoli formali sono 148, distribuite in 87 comuni di 16 regioni da Nord a Sud, per un totale di circa 16.400 abitanti, mentre 9.600 è il numero di presenze stimato all'interno di insediamenti informali. Dei rom e sinti residenti nelle baraccopoli formali si stima che il 43% abbia la cittadinanza italiana mentre sono 9.600 i rom originari dell'ex Jugoslavia di cui circa il 30% - pari a 3 mila - è a rischio apolidia. Nelle baraccopoli informali e nei micro insediamenti vivono nell'86% dei casi cittadini di origine romena. 

A vivere sulla propria pelle le tragiche conseguenze della segregazione abitativa sono molti minori, il 55% secondo le stime di Associazione 21 luglio "con gravi ripercussioni sulla salute psico-fisica e sul loro percorso educativo e scolastico". A incidere sui livelli di scolarizzazione contribuiscono in modo significativo sia le condizioni abitative sia la forte catena di vulnerabilità perpetrata dalle operazioni di sgombero forzato attuate in assenza delle garanzie procedurali previste dai diversi Comitati delle Nazioni Unite. 

Associazione 21 luglio ha registrato in tutto il 2017 un totale di 230 operazioni: 96 nel Nord, 91 al Centro (di cui 33 nella città di Roma) e 43 nel Sud. Proprio Roma detiene il triste primato del maggior numero di insediamenti presenti, 17 in totale di cui 6 formali e 11 cosiddetti "tollerati". "Nella capitale - denuncia il rapporto - nonostante le aspettative create a fine 2016 con la Memoria di Giunta e il 'Progetto di Inclusione Rom' presentato dalla sindaca Raggi che aveva come obiettivo il graduale superamento dei 'campi' presenti all'interno della città, nel 2017 non è stato di fatto avviato alcun processo di inclusione". 

Il giudizio degli Enti internazionali ed europei di monitoraggio sui diritti umani appare impietoso: anche nel 2017 l'Italia ha continuato a essere il "Paese dei campi", "perseverando nell'utilizzo di politiche discriminatorie e segreganti nei confronti delle popolazioni rom e sinti presenti sul territorio nazionale oltre che nelle persistenti operazioni di sgombero forzato".