Il vulcaniano Spock, interpretato. nella serie Star Trek da Leonard Nimoy, morto nel 2015 a 84 anni
Il vulcaniano Spock, interpretato. nella serie Star Trek da Leonard Nimoy, morto nel 2015 a 84 anni
di Loredana Del Ninno ’Long live and prosper’ (Lunga vita e prosperità) recita il saluto vulcaniano, popolare tra gli appassionati della saga cult di Star Trek, ideata da Gene Roddenberry. Un saluto simbolo – pronunciato dai protagonisti della serie sollevando il palmo della mano divaricato tra medio e anulare – che ha ispirato la Nasa nel celebrare il centenario della nascita del padre delle avventure del capitano James Tiberius Kirk e della nave stellare Enterprise. L’ente spaziale americano ha inviato infatti un messaggio radio di tre minuti verso il sistema stellare 40 Eridani...

di Loredana Del Ninno

’Long live and prosper’ (Lunga vita e prosperità) recita il saluto vulcaniano, popolare tra gli appassionati della saga cult di Star Trek, ideata da Gene Roddenberry. Un saluto simbolo – pronunciato dai protagonisti della serie sollevando il palmo della mano divaricato tra medio e anulare – che ha ispirato la Nasa nel celebrare il centenario della nascita del padre delle avventure del capitano James Tiberius Kirk e della nave stellare Enterprise.

L’ente spaziale americano ha inviato infatti un messaggio radio di tre minuti verso il sistema stellare 40 Eridani attorno a cui orbita il pianeta Vulcano, indirizzato idealmente agli alieni più iconici della saga di fantascienza, rappresentati dal signor Spock, l’ufficiale vulcaniano. Incapace per sua natura di provare emozioni, ma nella sostanza più umano di molti umani.

"Roddenberry è stato un uomo in anticipo sui tempi – ha spiegato Bill Nelson, amministratore della Nasa –. Star Trek ha influenzato generazioni di scienziati, ingegneri e amanti della fantascienza in tutto il mondo. Una rappresentazione immaginaria che ha ispirato anche la Nasa nei tentativi di avventurarsi nel cosmo". A conferma, l’ente spaziale statunitense scelse, nel ’72, di chiamare il suo primo Shuttle come l’Enterprise.

Scomparso nel 1991 all’età di 80 anni, Roddenberry è stato una dei primi a volere che le sue ceneri fossero disperse nello spazio, assieme a quelle della moglie Majel Barrett. Aviatore decorato durante la seconda guerra mondiale, nel ’64 scrisse il primo episodio di una delle serie tv di fantascienza più acclamate del pianeta, che curiosamente ebbe un inizio stentato. La puntata pilota di Star Trek – dal titolo The cage – non raccolse infatti l’approvazione della Nbc, che pretese diverse modifiche, tra cui proprio l’eliminazione del personaggio di Spock. Ma Roddenberry lottò strenuamente per non far sparire dal copione l’ufficiale con le orecchie a punta e l’Nbc, con un’inversione di marcia senza precedenti, decise di finanziare comunque un secondo episodio pilota. La serie debuttò quindi l’8 settembre 1966 per consegnarsi al mito, con tanto di film prequel e sequel. E sempre nel giorno del centenario della nascita è giunto da Oltreoceano l’annuncio che la vita del creatore di Star Trek diventerà un film, di cui Adam Mazer curerà la sceneggiatura.

Fratellanza universale, rispetto per la diversità e per l’ambiente, abolizione di guerre e conflitti sono alcuni dei messaggi che le storie di Kirk, Spock e il loro equipaggio hanno veicolato sullo schermo. "Roddenberry aveva la visione di un futuro in cui diversità e tolleranza sono incoraggiati – si legge sul sito della Fondazione per i diritti e l’innovazione intitolata a suo nome – un futuro dove inclusività e uguaglianza sono la norma".

In occasione del suo centesimo compleanno i social sono stati inondati da auguri virtuali di scienziati, vip e cultori di fantascienza. Tutti rigorosamente accompagnati dal saluto vulcaniano.