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24 feb 2022

Cattolici, ortodossi e nazionalisti La difficile partita diplomatica del Papa

Il pressing su Francesco per una visita in Ucraina, ma temporeggia per non inimicarsi la chiesa russa

24 feb 2022
nina fabrizio
Cronaca
Papa Francesco, 85 anni, qui durante l’udienza generale in Vaticano, è stato eletto nel marzo del 2013
Papa Francesco, 85 anni, qui durante l’udienza generale in Vaticano, è stato eletto nel marzo del 2013
Papa Francesco, 85 anni, qui durante l’udienza generale in Vaticano, è stato eletto nel marzo del 2013
Papa Francesco, 85 anni, qui durante l’udienza generale in Vaticano, è stato eletto nel marzo del 2013
Papa Francesco, 85 anni, qui durante l’udienza generale in Vaticano, è stato eletto nel marzo del 2013
Papa Francesco, 85 anni, qui durante l’udienza generale in Vaticano, è stato eletto nel marzo del 2013

di Nina Fabrizio Con l’aggravarsi i della crisi ucraina, una complessa partita geopolitica si apre ora anche per papa Francesco la cui politica della mano tesa viene messa a dura prova. All’udienza generale di ieri, il Papa ha lanciato un nuovo e ben più strutturato appello di pace: "Ancora una volta la pace di tutti è minacciata da interessi di parte. Vorrei appellarmi a quanti hanno responsabilità politiche, perché facciano un serio esame di coscienza davanti a Dio, che è Dio della pace e non della guerra; che è Padre di tutti, non solo di qualcuno, che ci vuole fratelli e non nemici". Quindi, con un altro salto di qualità ha invitato i cattolici a una mobilitazione corposa il prossimo 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, indicendo una Giornata di digiuno e preghiera, "armi di Dio, contro le armi della guerra". Nonostante questi passi, l’azione diplomatica di Francesco appare di fatto parecchio appannata, stretto com’è da un lato dal desiderio di non inimicarsi Kirill, il patriarca russo alleato di ferro di Putin con cui sta tessendo, tra continui stop and go, la tela di un secondo storico incontro (in campo neutro) foriero, nei desiderata di Francesco di una non immediata, ma sempre auspicata, ricomposizione dello scisma d’Oriente. Incontro che gli consentirebbe anche di mediare in prima persona nell’ormai insanguinato scenario ucraino. Parallelamente, Francesco non vuole inimicarsi nemmeno la Cina con cui ha un altro dossier molto caldo aperto sulla nomina dei vescovi, Cina che con Mosca ha stretto un vicendevolmente proficuo patto di non belligeranza, un sostanziale laissez faire nei territori ritenuti di rispettiva influenza. Francesco è pressato però dall’altro lato anche dalla chiesa greco-cattolica, quella in comunione con Roma e portavoce, in questi drammatici giorni di escalation, delle istanze più vicine al sofferente popolo ucraino, vittima "di un’aggressione ingiusta". In Vaticano pochi giorni ...

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