Le forze dell'ordine davanti alla villa di Palagonia (Catania) dove sono stati uccisi Vincenzo Solano, 68 anni, e la moglie, la spagnola Mercedes Ibanez, 70 anni, originaria di Barcellona, 30 agosto 2015. Lui � stato sgozzato, lei � stata lanciata dal balcone.  ANSA/ORIETTA SCARDINO
Le forze dell'ordine davanti alla villa di Palagonia (Catania) dove sono stati uccisi Vincenzo Solano, 68 anni, e la moglie, la spagnola Mercedes Ibanez, 70 anni, originaria di Barcellona, 30 agosto 2015. Lui � stato sgozzato, lei � stata lanciata dal balcone. ANSA/ORIETTA SCARDINO

Palagonia (Catania), 30 agosto 2015 - Orrore nel Catanese. Marito e moglie (Vincenzo Solano, 68 anni, e Mercedez Ibanez, di 70) sono stati trovati uccisi nella loro villetta di Palagonia: lui sgozzato, lei lanciata dal balcone. I sospetti si sono subito concentrati su un profugo 18enne della Costa d'Avorio, ora fermato con l'accusa di duplice omicidio.  Il delitto infatti è stato scoperto dopo che la polizia ha bloccato il migrante per un controllo all'ingresso del centro di accoglienza Cara di Mineo.  L'uomo aveva con sé cellulare, pc e videocamera: tutti oggetti che appartenevano a Solano. Da qui sono scattate le verifiche: i carabinieri si sono recati a casa del 68enne trovandosi di fronte la scena del massacro.

TRACCE DI SANGUE - Sui vestiti dell'ivoriano, Mamadou Kamara, sono state trovate tracce di sangue: il profugo li avrebbe dismessi perché macchiati, per indossare poi quelli di Solano. Il riconoscimento degli indumenti è stato fatto dalle figlie delle vittime. Secondo la tesi dell'accusa dietro il gesto ci sarebbe un tentativo di rapina finito male. 

LA SCOPERTA DEI CADAVERI - L'extracomunitario stava passando i controlli per rientrare al Centro accoglienza richiedenti asilo di Mineo, quando è stato bloccato dalla polizia. Le verifiche al varco del Cara, dove ci sono diverse migliaia di ospiti, sono state intensificate da parte delle forze dell'ordine e sono costanti 24 ore su 24. Nel borsone che l'uomo aveva con sé la polizia di stato ha trovato telefonini, un portatile e una videcamera. Ha chiesto dei chiarimenti senza ottenerne. Gli investigatori sono risaliti al proprietario e al suo indirizzo a Palagonia. Sul posto si è recata una pattuglia di carabinieri che ha trovato il corpo della donna nel cortile della villetta e quello dell'uomo in casa, sgozzato

IL MIGRANTE: SONO INNOCENTE  - Il 18enne nega ogni addebito: "Il cellulare? L'ho trovato per strada e l'ho preso non l'ho rubato". Kamara è arrivato a Catania con uno sbarco avvenuto l'8 giugno scorso. Aveva chiesto di essere dichiarato profugo e per questo era ospite del Cara di Mineo. 

L'IPOTESI: ALTRI IMMIGRATI COMPLICI - "Il Cara di Mineo crea problemi che noi dobbiamo gestire con poco personale, facendo fronte all'emergenza". Lo ha detto il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, che ha firmato il fermo. "È stato un delitto efferato - ha aggiunto - macabro con una scena del delitto incredibile. L'inchiesta non si è conclusa e la coordino io personalmente". L'ipotesi è che l'ivoriano non abbia agito da solo ma abbia avuto dei complici, altri extracomunitari che la polizia di Stato sta cercando di individuare.

IL NIPOTE - "Mio zio non aveva nemici, non aveva collaboratori in casa e non era un razzista, perché rispettava la vita umana e le diversità, cosa che io non farò più se le ipotesi che girano saranno confermate", racconta a caldo il nipote materno di Vincenzo Solano. "Non si può essere sgozzato per poche centinaia di euro", aggiunge l'uomo sul ritrovamento del cellulare e di un computer dello zio nel borsone di un extracomunitario della Costa d'Avorio ospite del Cara di Mineo. "Mio zio - ricorda ancora - aveva lavorato per molti anni in Germania alla Mercedes, e lì aveva conosciuto sua moglie, che era dipendente di un pastificio. Hanno due figlie: una vive a Palagonia l'altra nel nord Italia. Una famiglia tranquilla di grandi lavoratori. Ieri sera, come sempre, i miei zii hanno cenato da mia madre e poi sono tornati a casa e oggi abbiamo scoperto questa grande tragedia".

LUTTO CITTADINO - "Palagonia è un paese sconvolto", dice il sindaco Valerio Marletta annunciando il lutto cittadino a partire da domani. "Da noi ci sono stati episodio di microcriminalità - osserva il sindaco - ma non ci sono stati segnali che facessero pensare che si potesse arrivare a tanto". Il sindaco segnala il rischio che l'eventuale coinvolgimento nell'episodio di un extracomunitario "possa fare cambiare qualcosa in paese, visto il clima che c'è già in Italia".
Palagonia, ricorda, è "sempre stata contraria all'apertura del Cara di Mineo, e proprio per questo il Comune ha ritenuto di non partecipare alla sua gestione. un Centro di accoglienza con 3-4mila persone è un luogo di disgregazione, che resta estraneo al tessuto sociale, con integrazione zero".