Il sindaco di Cassano Edoardo Sala (Newpress)
Il sindaco di Cassano Edoardo Sala (Newpress)

Milano, 25 novembre 2014 - Capitolo imprenditori: è il loro turno nella tangentopoli infinita targata Michele Ugliola, il gran collettore. Un vortice di mazzette, date, promesse millantate, e di appalti, dati, promessi e millantati. Un vortice di centinaia di migliaia di euro che turbina sul cielo di Cassano d’Adda e che ieri giunge a un altro giro di boa.

Sono gli imprenditori Vito Catoio, Francesco Monastero, Giovanni Battista Begnini e Paolo Rimoldi, quelli per cui il pubblico ministero Paolo Filippini chiede al presidente della quarta sezione penale Marco Tremolada condanne a pene da tre anni e mezzo a due anni e mezzo. Sono coloro che avrebbero veicolato tangenti verso l’ex sindaco di Cassano, Edoardo Sala (Pdl), e verso pubblici amministratori del Comune, per avere cambi di destinazione d’uso dei piani regolatori e provvedimenti favorevoli all’insediamento di attività commerciali. Gli episodi di corruzione e concussione vanno dal 2007 al 2009: il panorama ricostruito vede l’architetto Ugliola, come grand commis nella mediazione fra stecche e appalti. Sala e Ugliola, arrestati con funzionari, politici e imprenditori nel 2011, patteggiano nel maggio 2013: Sala, 2 anni e sei mesi, Ugliola 2 anni e 4 mesi.

A dibattimento vanno alla fine solo gli imprenditori, e per una tangente complessiva di un milione e 300 mila euro. Nella procedura di approvazione del Piano di governo del territorio a Cassano gli uomini d’affari avrebbero «concluso accordi corruttivi» con politici e funzionari pubblici per «il cambio di destinazione delle aree secondo i loro interessi privati». Così il pm chiede 3 anni e 6 mesi per Vito Catoio, con la confisca di 774mila euro (la somma tra il profitto dell’operazione immobiliare e la presunta tangente pagata) alla sua società, la Gadeca Srl. Tre anni e 6 mesi per Francesco Monastero e una sanzione di 90mila euro per la sua impresa, la Sile Costruzioni. Due anni e 8 mesi e la confisca di 50mila euro per Giovanni Battista Begnini e 2 anni e 6 mesi per Paolo Rimoldi. Il Comune di Cassano D’Adda ha chiesto come parte civile un risarcimento complessivo di un milione e 447mila euro.